“Chi non muore si rivede” recita un famoso detto. Allo stesso modo, i problemi di noi dedite al litigio costante con le stagioni in fatto di abbigliamento. Così, se durante il mese di marzo e di aprile, abbiamo dovuto risolvere il problema esistenziale di come vestirci per contrastare i cambiamenti repentini in fase mestruale del clima, adesso, nel mese di giugno, siamo tutte d’accordo e coese nel dire di essere consapevoli dello stato in cui verseremo a fine giornata.

Noi, che usciamo di casa avvolte in una nuvola di profumo agrumato, i vestitini ben stirati e svolazzanti, ritorniamo a sera nelle nostre caverne con odori animaleschi. Quelli per i quali anche il cinghiale più coraggioso ci eviterebbe come la peste bubbonica preferendo un cassonetto.

Eccolo lì. Lui, che nasce, si palesa e si mostra in tutta la sua bellezza. Lui, che durante il dì si trasforma e assume forme e sembianze diverse cambiandosi i connotati. Lui, che come una cozza allo scoglio, non ci abbandona neanche a fine giornata. Stiamo parlando del nostro peggior nemico estivo. Il maledetto. Per alcune, l’onnipresente: l’alone. Ma non quello da deodorante che, comunque, è la prova provata che anche noi conosciamo l’igiene personale. Ma quello da sudata maratonetica.

Ma dico io, tu, caldo appiccicoso, facci sciogliere il trucco (da buone pochette-addicted itineranti co il kit beauty di sopravvivenza siamo disposte a rifarci il make-up  anche tre volte al giorno) ma non farci tatuare i nostri sali minerali su magliette e co. Che poi per toglierli dobbiamo anche chiamare quelli della scientifica.

Come evitare errori nel make-up

Così, siamo costrette a tenere le ascelle basse dando l’impressione di avere rigidità muscolari dovute al troppo allenamento in palestra la quale, viste le condiziono climatiche anche solo per raggiungerla, noi abbiamo visto solo con il cannocchiale.

Poche persone sfuggono all’inesorabile presenza maligna. E chi vi ha la sfortuna di incapparci quotidianamente non riesce a farsene una ragione. Le persone affette da alone sfacciatus assumono comportamenti diversi per dare libero sfogo alla loro natura o, semplicemente, trovare loro simili con cui condividere il problema. Mal comune mezzo gaudio. Dove incontrare allora i mezzi gaudisti?

Autobus e tram sono luoghi dove si concentrano maggiormente i portatori sani di alone sfacciatus. Luoghi, questi, spesso colmi di portatori che fanno finta di niente, rendendo l’aria irrespirabile in men che non si dica. Ognuno con la sua pezzatura ben visibile e, in caso non sia visibile, si pensa subito di rimediare alzando le braccia nella presa ferma e disinvolta alla barra per evitare di cadere. O, per mostrare orgogliosi il livello da podio raggiunto nella competizione a chi ha la pezzatura più considerevole. Altro che “Altolà sudore!”. Quelli, invece, che sono consapevoli e, diciamocelo, un po’ imbarazzati, si rifugiano in luoghi arieggiati e dotati di impianti di climatizzazione con il desiderio che il malefico alone si asciughi senza palesarsi troppo. E, se sono particolarmente organizzati, portano con sé un cambio alla Superman che avranno modo di utilizzare nel primo bagno di un bar incontrato per strada.

E poi ci sono loro. I “who cares”. Quelli che anche grondassero di sudore, modello doccia portatile, se ne infischiano bellamente pensando al momento in cui sconfiggeranno l’alone sfacciatus diventando loro stessi sfacciatus e contentus.

Che siate disinvolti o imbarazzati poco importa, l’alone sfacciatus è sempre lì ad attenderci ogni estate.

Facciamocene una ragione.

Credits: Credits: http://www.deabyday.tv/bellezza-e-stile/make-up/guide/12004/Come-evitare-errori-nel-make-up.html e http://www.leitv.it/casa/come-eliminare-le-macchie-di-sudore-dai-vestiti-5-rimedi-naturali/

About Alessandra Brancaccio

Consumatrice di té e tisane, incurante delle stagioni e delle condizioni atmosferiche. Lettrice a periodi alterni. Sostenitrice del libero sfogo da caramelle e dolci, Improvvisatrice di fotografie. Amante della moda low cost, dei mercatini e del buon gusto innato.

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