Autore: Elisa e Federica

Sono Elisa, ventisettenne torinese, ma mezza lucana.
Odio le costrizioni, la fila all’aeroporto per fare il check in, chi arriva in anticipo agli appuntamenti.
Amo viaggiare e fotografare, le colazioni a buffet, avere in programma un viaggio ma non svelarlo a nessuno.
Ho una Nikon che appendo sempre più spesso al collo, dormo con la testa sotto la mappa del mondo e in testa, quella che a volte frulla un po’ troppo, ho solo una cosa: “Dove mi porterà il mio prossimo viaggio?”.
Il mio sogno? L’Africa di mille colori e profumi.

Federica Angela De Benedictis, per gli amici, anzi per tutti, Fede.
Classe 1984, segno del Cancro, padre pugliese e mamma emiliana, torinese di nascita, ​anima​, e anche di accento​.​
​Laureata in Scienze Giuridiche ad indirizzo Storico, ho un cuore di carta che batte per i libri, per la scrittura e per tutto ciò che riguarda la mia amata città. Dal 2015 racconto questa passione sabauda sul mio blog Dire Fare Mole e su diversi magazine e siti del territorio. Ora trovate i miei storytelling al sapore di gianduiotto anche su Torino Fashion Bloggers!

Fuori porta Reali: tre Residenze Sabaude da visitare quest’ estate

Sono tante, sono seducenti, sono la quintessenza dell’ eleganza.

No, non stiamo parlando delle partecipanti di qualche fantomatico concorso di bellezza da spiaggia, ma delle più belle madamine del nostro Piemonte, che in realtà come delle miss un titolo lo hanno ricevuto: nientemeno che Patrimonio dell’ Umanità Unesco!

Signore e signori, ecco a voi le Residenze Reali dei Savoia. Sparse nei diversi angoli della Regione, sono numerose e dotate ciascuna di una speciale magia (le trovate elencate sul sito http://www.residenzereali.it/index.php/it/).

Queste sono le nostre preferite in provincia di Torino, per una gita fuori porta estiva all’ insegna della sabaudità più regale che ci sia.

PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI: A pochi minuti da Torino, al fondo di Corso Unione Sovietica, si trova la maestosa Palazzina di Caccia di Stupinigi. La Residenza era stata concepita come “appoggio” dei Savoia durante le battute di caccia nel parco circostante, di oltre 150.000 mq di grandezza. Re Vittorio Amedeo II ne commissionò la costruzione all’ architetto di corte Filippo Juvarra nel 1729. Il luogo prescelto era già dal medioevo sede di un piccolo castello, ancora visibile sul lato che volge verso Vinovo; il castello apparteneva ad un ramo cadetto della famiglia, gli Acaja, e quando la casata si estinse i Savoia presero possesso dell’edificio. Lo Juvarra ideò e costruì un incantevole gioiello del Rococò italiano: la Palazzina è un trionfo di stucchi, ori e specchi, un ritratto del periodo di massima gloria dei Savoia.

Il cuore della Residenza è il grande salone ovale, provvisto di balconate ad andamento concavo-convesso di forte impatto visivo. Dal salone partono quattro bracci più bassi a formare una croce di Sant’ Andrea, dove si trovano gli appartamenti reali e quelli per gli ospiti. A proposito di ospiti, grandi personalità della Storia soggiornarono a Stupinigi: dall’ imperatore Giuseppe II al re di Napoli Ferdinando I di Borbone con la moglie Carolina, non dimenticandosi di Napoleone e di sua sorella Paolina, che si stabilì nella Palazzina durante il periodo in cui il marito Camillo Borghese era stato nominato Governatore Generale del Piemonte. Attualmente, la splendida Residenza sabauda è proprietà dell’Ordine Mauriziano, insieme ai terreni e agli edifici circostanti. Spesso la Palazzina ospita al suo interno mostre d’arte di notevole interesse, nonché eventi e…matrimoni!

CASTELLO DI RIVOLI: il castello di Rivoli ci porta più vicini alle montagne, quasi a voler sfiorare le prime propaggini della Valsusa. L’imponente edificio di rosso mattone vestito – dalla forma austera che nasconde qua e là tocchi di bizzarria derivati dalla sua incompiutezza –  è dal 1984 sede del Museo di Arte Contemporanea ma è anche una delle culle della dinastia sabauda: qui nacque il 12 gennaio 1562 Carlo Emanuele I, il tanto sospirato erede di Emanuele Filiberto Testa di Ferro (rappresentato in piazza San Carlo in sella al Caval’ d Brons) ovvero colui che liberò il Piemonte dall’ occupazione francese e fece diventare Torino capitale del Ducato di Savoia.

Rivoli vide la nascita di un celebre esponente della casata e qualche secolo dopo il declino e la triste segregazione di un altro, altrettanto anzi ancor più insigne. Vittorio Amedeo II, primo Savoia a fregiarsi del titolo di re, venne rinchiuso nella Residenza rivolese che tanto amò in giovinezza dal figlio Carlo Emanuele III, insofferente verso le ingerenze del padre. Una brutta pagina di storia piemontese e familiare che si concluse con la morte in prigionia del vecchio sovrano, colpito da ictus e ormai sull’ orlo della follia, una fine poco gloriosa per colui che cinse la corona di re di Sicilia prima e di Sardegna poi. Una curiosità: durante gli ultimi lavori di restauro, avvenuti nel corso del 2014, nel lato sud del piazzale del castello è stata scoperta una cisterna, risalente con probabilità al XVI secolo. La vasca, di 11 metri di diametro e dalla funzione ancora sconosciuta, è rappresentata in un dipinto ad olio del pittore Angelo Cignaroli, conservato presso un’altra residenza sabauda, il castello di Racconigi.

REGGIA DI VENARIA REALE E BORGO CASTELLO: la regina delle regine? Senza dubbio è lei. Costruita nel XVII secolo, la Reggia di Venaria venne commissionata dal duca Carlo Emanuele II di Savoia ad Amedeo di Castellamonte, con l’ intento di farne una Residenza di caccia a poca distanza da Torino. Non una Residenza qualunque, bensì un edificio talmente solenne da poter competere con la parigina Versailles. Molti furono gli architetti famosi che misero la firma sul capolavoro barocco: oltre al menzionato Castellamonte , che la progettò, si ricordano il già citato Filippo Juvarra, autore della maestosa Galleria Grande, della Cappella di Sant’ Uberto e del complesso costituito dalla Scuderia Grande e dalla Citroniera, infine Benedetto Alfieri, di cui si può osservare il Rondò con le statue delle Stagioni. Proprio dalla vicina Francia è di recente arrivato un prestigioso riconoscimento stellato: la rinomata Guida Verde Michelin ha infatti conferito la terza stella alla Reggia di Venaria e alla sua Galleria Grande, inserendola nel firmamento delle destinazioni imperdibili di Torino e dintorni.

Poco distante, dentro il Parco La Mandria, ecco Borgo Castello. Il complesso nacque come nido d’amore di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, e di Rosa Vercellana detta la Bella Rosin, per la quale il sovrano perse la testa a 27 anni quando era già legittimamente sposato con Maria Adelaide. L’arguta e bella popolana, figlia di un tamburo maggiore dell’esercito sabaudo, diventò la seconda moglie del re, seppur morganaticamente – ovvero senza diritti sulla corona – e gli diede due figli, Vittoria ed Emanuele. La famiglia non ufficiale del sovrano viveva qui, in questi edifici in mezzo alla natura, un contesto bucolico così lontano dai fasti di Palazzo Reale. A Borgo Castello Vittorio Emanuele si spogliava del peso del suo rango e viveva come un uomo normale, amante della caccia, dei cavalli, dei manicaretti cucinati dalla sua amata, che non diventò mai regina d’Italia ma regina della casa sì!

[photo credits: Federica De Benedictis| Elisa Midelio]

Elisa e Federica

About Elisa e Federica

Sono Elisa, ventisettenne torinese, ma mezza lucana.
Odio le costrizioni, la fila all’aeroporto per fare il check in, chi arriva in anticipo agli appuntamenti.
Amo viaggiare e fotografare, le colazioni a buffet, avere in programma un viaggio ma non svelarlo a nessuno.
Ho una Nikon che appendo sempre più spesso al collo, dormo con la testa sotto la mappa del mondo e in testa, quella che a volte frulla un po’ troppo, ho solo una cosa: “Dove mi porterà il mio prossimo viaggio?”.
Il mio sogno? L’Africa di mille colori e profumi.

Federica Angela De Benedictis, per gli amici, anzi per tutti, Fede.
Classe 1984, segno del Cancro, padre pugliese e mamma emiliana, torinese di nascita, ​anima​, e anche di accento​.​
​Laureata in Scienze Giuridiche ad indirizzo Storico, ho un cuore di carta che batte per i libri, per la scrittura e per tutto ciò che riguarda la mia amata città. Dal 2015 racconto questa passione sabauda sul mio blog Dire Fare Mole e su diversi magazine e siti del territorio. Ora trovate i miei storytelling al sapore di gianduiotto anche su Torino Fashion Bloggers!

Le piccole perle del Piemonte: 4 borghi per 4 fuori porta imperdibili

Il 15 febbraio scorso è stato inaugurato a Roma “L’ anno dei borghi”, iniziativa voluta e promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Dopo un 2016 dedicato ai cammini, il 2017 celebra dunque un altro aspetto importante del paesaggio e della cultura italiana, il lato del Belpaese fatto di piccoli contesti, di posti dove il tempo si è fermato ma dove non vede l’ora di ripartire. Una rinascita sostenuta anche da diverse associazioni nazionali, come il Touring Club Italiano, con le Bandiere Arancioni conferite a partire dal 1998 ai paesini dell’entroterra e il Club dei Borghi più Belli d’ Italia, nato nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

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Ho una Nikon che appendo sempre più spesso al collo, dormo con la testa sotto la mappa del mondo e in testa, quella che a volte frulla un po’ troppo, ho solo una cosa: “Dove mi porterà il mio prossimo viaggio?”.
Il mio sogno? L’Africa di mille colori e profumi.

Federica Angela De Benedictis, per gli amici, anzi per tutti, Fede.
Classe 1984, segno del Cancro, padre pugliese e mamma emiliana, torinese di nascita, ​anima​, e anche di accento​.​
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A spasso nelle Langhe, tra cantine e panchine

Il territorio delle Langhe è sicuramente motivo di fierezza per i piemontesi. Il paesaggio verde e ricolmo di vigneti che sul finire dell’estate raggiungono il loro massimo splendore, le colline che romanticamente avvolgono le case e curvano la linea dell’orizzonte sono solo alcuni dei motivi per cui turisti e visitatori da tutto il mondo raggiungono il Piemonte tutto l’anno. Ma le Langhe, territorio che si situa a cavallo tra le province di Cuneo e Asti, oltre al paesaggio incantevole e ai nobili vigneti che lo ricoprono racchiude anche meravigliosi borghi, antichi castelli e numerosissime cantine in cui sorseggiare vini sublimi e degustare prodotti tipici piemontesi. 

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Gli itinerari fioriti del Piemonte: Pralormo, Piea e le strade della lavanda

In primavera ogni cosa è illuminata. E fiorita.

La stagione più dolce dell’ anno è annunciata dal delicato sbocciare dei fiori, che spuntano civettuoli sugli alberi costeggianti i viali cittadini, nelle aiuole e nei parchi. Un parterre pieno di colore e di promesse per l’estate (quasi) dietro l’angolo a cui è davvero impossibile resistere. E perché non fare dei fiori un fil rouge per organizzare delle gite fuori porta? Scopriamo insieme alcune delle mete “fiorite” del Piemonte!

 

 TULIPANI, STORIA E GUSTO A PRALORMO

Tulipani, tulipani ovunque! No, non siamo ad Amsterdam, ma a Pralormo, il comune più sudorientale della città metropolitana di Torino. Pralormo vanta una suggestiva posizione collinare che guarda al Roero e soprattutto un castello di rara bellezza, costruito nel XIII secolo ed abitato dal 1600 dai conti Beraudo di Pralormo. L’attuale castellana, la contessa Consolata, è una nota designer nonché l’ ideatrice di eventi e mostre atte a valorizzare la residenza di famiglia e a diffonderne la conoscenza nel territorio.

Messer Tulipano è senza ombra di dubbio la punta di diamante nel carnet delle manifestazioni pralormesi. La kermesse floreale ha nel fiore di olandese memoria la sua primadonna assoluta: tante le varietà curiose come i tulipani neri, i tulipani pappagallo, i tulipani fior di giglio, i tulipani pop-up, tutte presenti nel magico parco all’ inglese progettato nella seconda metà del 1800 dal paesaggista Xavier Kurten (suo anche il parco del Castello Reale di Racconigi). Messer Tulipano ha di recente inaugurato la sua diciottesima edizione con la stupefacente fioritura di oltre 90.000 tulipani e narcisi, oltre ad alcune profumate new entries fra cui il romanticissimo viale dei ciliegi giapponesi. Accanto all’esposizione floreale all’aperto, numerosi gli appuntamenti collaterali legati al tema prescelto per questa edizione, ovvero “Gli alberi raccontano”, senza dimenticare gli angoli degustazione a cura dei Maestri del Gusto di Torino e Provincia e la possibilità di visitare l’interno del castello, addentrandosi nella vita quotidiana dell’ affascinante dimora sabauda.

Messer Tulipano 1 Aprile-1 maggio 2017

Via Umberto I, 26 Pralormo (TO)

Info, orari e tariffe http://www.castellodipralormo.com/index.php/edizione-2017/

PIEA, DOVE I NARCISI SONO … INCANTATI

Piea è un incantevole borgo circondato dalle verdi colline del Basso Monferrato Astigiano. Si dice che non c’è borgo senza il suo castello, e Piea, poco più di 600 anime, non è da meno. Nella piazza principale, varcato un alto cancello, si erge il maniero in tutta la sua imponenza, circondato da un parco lussureggiante. Di impianto medievale, dalla costruzione risalente al XII secolo ad oggi la solenne residenza ha cambiato diversi proprietari e anche fisionomia, ha assistito a matrimoni e battaglie, ha respirato la storia della sua terra.

A Piea molte sono le iniziative in calendario, ma una in particolare è assolutamente immancabile e cade proprio ad inizio primavera: trattasi di Narciso Incantato, un tripudio di fiori, colori e profumi che inondano lo splendido giardino all’ italiana intorno all’ edificio. L’ottava edizione di Narciso Incantato ha aperto le danze floreali lo scorso 18 marzo, e sino al 1° maggio inebrierà i visitatori con le circa 50.000 bulbose sparse nel grande parco, fra narcisi (naturalmente), tulipani, giacinti, fritillarie, muscari armeniacum. Oltre ai percorsi esterni, c’è abbondante spazio per la storia del maniero, di cui potrete visitare i sotterranei e le segrete in via eccezionale, ammirare le mostre fotografiche e i cimeli di casa Savoia, oltre ad un tocco di cinematografia con l’esposizione dell’abito originale indossato da Kate Winslet sul set del celebre kolossal “Titanic”.

Narciso Incantato 18 Marzo – 1 Maggio 2017

Piazza Italia, 31 Piea (AT)

Info, orari e tariffe http://www.castellodipiea.com/narciso.html

SULLE TRACCE DELLA LAVANDA FRA PIEMONTE E LIGURIA

Avete presente – e sicuramente ce le avrete – quelle infinite distese di lavanda in Provenza, simili a dei tappeti viola e così tanto “instagrammabili”? Bene, ora vi sveliamo un piccolo segreto: non ce ne vogliano i cugini francesi, ma non occorre fare un viaggio oltralpe per tuffarsi nei campi di viola vestiti (e fare magnifiche foto!). Sarete sorpresi nello scoprire che è sufficiente spostarsi di poco dalla nostra Torino per andare a caccia di lavanda: numerosi sono infatti gli itinerari fra l’ Alta Langa e le vallate alpine dove la profumata pianta con tipica infiorescenza a spiga la fa da protagonista.

Il periodo ideale per percorrere le strade della lavanda va da giugno ad agosto. Una delle piccole capitali del fiore lilla è Demonte, comune situato nella cuneese Valle Stura prossimo al confine francese. A Demonte la lavanda è definita izòp, come da tradizione occitana, e da sempre costituisce per il paese un’ importante risorsa produttiva, sebbene in misura minore rispetto al passato; è tutt’ ora attiva la Distilleria Rocchia, fondata nel 1800 da Giuseppe Rocchia e dotata già all’ epoca di ingegnosi processi di distillazione, che sfruttavano l’iniezione diretta di vapore, un metodo più rapido e rispettoso delle qualità organolettiche dell’olio essenziale. Spostandoci verso le Langhe, ecco Sale San Giovanni, minuscolo borgo a due passi dalla Liguria invaso dal colore e dal sentore soave della lavanda. Per finire, inoltrandosi nel vicinissimo entroterra del Ponente ligure, fate una sosta al Colle di Nava, culla della rinomata lavanda Coldinava, contesa dalle distillerie della zona per la sua ottima qualità.

Elisa e Federica

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Ho una Nikon che appendo sempre più spesso al collo, dormo con la testa sotto la mappa del mondo e in testa, quella che a volte frulla un po’ troppo, ho solo una cosa: “Dove mi porterà il mio prossimo viaggio?”.
Il mio sogno? L’Africa di mille colori e profumi.

Federica Angela De Benedictis, per gli amici, anzi per tutti, Fede.
Classe 1984, segno del Cancro, padre pugliese e mamma emiliana, torinese di nascita, ​anima​, e anche di accento​.​
​Laureata in Scienze Giuridiche ad indirizzo Storico, ho un cuore di carta che batte per i libri, per la scrittura e per tutto ciò che riguarda la mia amata città. Dal 2015 racconto questa passione sabauda sul mio blog Dire Fare Mole e su diversi magazine e siti del territorio. Ora trovate i miei storytelling al sapore di gianduiotto anche su Torino Fashion Bloggers!

Luoghi pieni di sabaudità: dove trovarli?

La sabaudità è un concetto impalpabile come il cacao spolverato sul cappuccino , fatto più di sensazioni che di spiegazioni. La si può percepire nell’eleganza rigorosa dei palazzi torinesi, nella perfetta armonia del reticolato viario, nel richiamo alla sobrietà che aleggia ovunque ma che non sfocia mai nella banalità e nella noia. Perché a Torino, sapete, è davvero impossibile annoiarsi. Se non ci credete, seguite i nostri consigli e partite alla ricerca dei luoghi più sabaudi che ci siano!

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