Come fare a capire quando un nostro acquisto è valido?

In questi tempi di crisi è bene pensare al rapporto qualità/prezzo del nostro shopping, non sempre ciò che costa poco diventa un capo utile.

torino via garibaldi

Spesso i low cost si dimostrano inadatti, infatti per quanto in negozi quali H&M, Pimkie, Tally Weij, potete trovare pezzi che più economico non si può, spesso si è costretti a ripetere l’acquisto e spendere ancora per la bassa qualità.

Perché si sa, è veramente orribile andare in giro con pallini, pelucchi, parti sgualcite non dall’uso ma dalla cattiva fattura.

Ecco alcune semplici regole per non farvi fregare dal cartellino:

–          Se pensate di aver già visto quel particolare tessuto non comprate quella maglietta che state guardando, si tratta di un pezzo riciclato (e quindi già logorato dalle varie fasi di lavoro);

–          Attenzione alla vestibilità: pensate in funzione della vostra forma fisica! !Per spendere 10€ e avere una gonna che allarga i punti sbagliati, che evidenzia i difetti, anche se costa poco lasciatela li. Allo stesso modo per gli abitini (evitiamo l’effetto insaccato);

forma fisica

–          Occhio alla fodera: una giacchina carina da fuori, dovrebbe essere curata anche all’interno. Spesso (mi è capitato per esperienza personale) magari pensate di comprare una S, ma in realtà la fodera è della taglia L. Cercate una linea simile in entrambe le parti;

–          Gli orli: ci sarebbe da scrivere un capitolo intero, ma sarà per un’altra volta. Comprare un paio di pantaloni a 15€ può sembrare un affarone, ma quando infilate il piede e sentite un “track”, ecco che l’orlo è stato fatto malissimo, non dico di ricercare la fattura artigianale, ma che almeno sia cucito bene. Controllate che non ci siano fili sparsi!

orlo pantaloni

Bastano piccoli accorgimenti per garantire un acquisto duraturo, è meglio spendere un po’ di più una volta sola e garantire che quell’abito lo metterete ancora per alcune stagioni, che andare sul low cost e fatto male che vi dura due mesi!

shopping borse

2 Comments on Breve guida al giusto shopping

  1. Post dal titolo interessante, con un nobilissimo e condivisibile obiettivo, ma forse ci sarei andata giù in maniera più pesante, e soprattutto più precisa.

    Per quanto riguarda i tessuti, il problema non è solo l’eventualità che sia stato riciclato; molti marchi low cost utilizzano tessuti artificiali e misti di fibre sintetiche, che si logorano più velocemente delle fibre naturali. Nel caso delle lane, una lavorazione a basso costo e la creazione di tessuti misto-sintetici sono la causa della creazione dei famosi “pallini”, soprattutto nei punti più delicati (i gomiti, i polsi…). Occorre un po’ di esperienza per riconoscere la qualità di un tessuto al tatto, ma leggere le percentuali sull’etichetta può essere già un ottimo consiglio. Purtroppo non sempre basta: a volte anche nel caso di magliette di cotone, per tenere i prezzi più bassi, alcune case d’abbigliamento creano tessuti estremamente radi e sottili… al primo lavaggio in lavatrice ci si ritrova con dei veri e propri buchi!!

    Anche su orli e fodere occorre un po’ di esperienza… Un grosso problema è rappresentato dall’utilizzo industriale delle macchine “taglia&cuci”, alle quali spesso (per risparmiare) viene fatta completare una sola cucitura, laddove con due si otterrebbe un risultano enormemente più saldo e rifinito.

    Ottima idea, comunque! Lo shopping è simile al consumo di alcolici… meglio farlo bene, perseguendo la qualità e… responsabilmente! 😉

    • Ti ringrazio per il tuo commento da un taglio certamente tecnico.
      Per motivi di spazio ho dovuto ridurre i miei consigli a qualche breve cenno, seguiranno post ad hoc sui vari argomenti trattati.
      Studiando sartoria posso cercare di offrire il mio contributo per aiutare le persone a scegliere meglio i prodotti da acquistare, dando quindi un aiuto reale e giustificato.
      Mi fa piacere sapere che la mia rubrica è seguita da persone che ne capiscono e possono aiutarmi a migliorare!

      Buona giornata,

      Carlotta

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