Sono tante, sono seducenti, sono la quintessenza dell’ eleganza.

No, non stiamo parlando delle partecipanti di qualche fantomatico concorso di bellezza da spiaggia, ma delle più belle madamine del nostro Piemonte, che in realtà come delle miss un titolo lo hanno ricevuto: nientemeno che Patrimonio dell’ Umanità Unesco!

Signore e signori, ecco a voi le Residenze Reali dei Savoia. Sparse nei diversi angoli della Regione, sono numerose e dotate ciascuna di una speciale magia (le trovate elencate sul sito http://www.residenzereali.it/index.php/it/).

Queste sono le nostre preferite in provincia di Torino, per una gita fuori porta estiva all’ insegna della sabaudità più regale che ci sia.

PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI: A pochi minuti da Torino, al fondo di Corso Unione Sovietica, si trova la maestosa Palazzina di Caccia di Stupinigi. La Residenza era stata concepita come “appoggio” dei Savoia durante le battute di caccia nel parco circostante, di oltre 150.000 mq di grandezza. Re Vittorio Amedeo II ne commissionò la costruzione all’ architetto di corte Filippo Juvarra nel 1729. Il luogo prescelto era già dal medioevo sede di un piccolo castello, ancora visibile sul lato che volge verso Vinovo; il castello apparteneva ad un ramo cadetto della famiglia, gli Acaja, e quando la casata si estinse i Savoia presero possesso dell’edificio. Lo Juvarra ideò e costruì un incantevole gioiello del Rococò italiano: la Palazzina è un trionfo di stucchi, ori e specchi, un ritratto del periodo di massima gloria dei Savoia.

Il cuore della Residenza è il grande salone ovale, provvisto di balconate ad andamento concavo-convesso di forte impatto visivo. Dal salone partono quattro bracci più bassi a formare una croce di Sant’ Andrea, dove si trovano gli appartamenti reali e quelli per gli ospiti. A proposito di ospiti, grandi personalità della Storia soggiornarono a Stupinigi: dall’ imperatore Giuseppe II al re di Napoli Ferdinando I di Borbone con la moglie Carolina, non dimenticandosi di Napoleone e di sua sorella Paolina, che si stabilì nella Palazzina durante il periodo in cui il marito Camillo Borghese era stato nominato Governatore Generale del Piemonte. Attualmente, la splendida Residenza sabauda è proprietà dell’Ordine Mauriziano, insieme ai terreni e agli edifici circostanti. Spesso la Palazzina ospita al suo interno mostre d’arte di notevole interesse, nonché eventi e…matrimoni!

CASTELLO DI RIVOLI: il castello di Rivoli ci porta più vicini alle montagne, quasi a voler sfiorare le prime propaggini della Valsusa. L’imponente edificio di rosso mattone vestito – dalla forma austera che nasconde qua e là tocchi di bizzarria derivati dalla sua incompiutezza –  è dal 1984 sede del Museo di Arte Contemporanea ma è anche una delle culle della dinastia sabauda: qui nacque il 12 gennaio 1562 Carlo Emanuele I, il tanto sospirato erede di Emanuele Filiberto Testa di Ferro (rappresentato in piazza San Carlo in sella al Caval’ d Brons) ovvero colui che liberò il Piemonte dall’ occupazione francese e fece diventare Torino capitale del Ducato di Savoia.

Rivoli vide la nascita di un celebre esponente della casata e qualche secolo dopo il declino e la triste segregazione di un altro, altrettanto anzi ancor più insigne. Vittorio Amedeo II, primo Savoia a fregiarsi del titolo di re, venne rinchiuso nella Residenza rivolese che tanto amò in giovinezza dal figlio Carlo Emanuele III, insofferente verso le ingerenze del padre. Una brutta pagina di storia piemontese e familiare che si concluse con la morte in prigionia del vecchio sovrano, colpito da ictus e ormai sull’ orlo della follia, una fine poco gloriosa per colui che cinse la corona di re di Sicilia prima e di Sardegna poi. Una curiosità: durante gli ultimi lavori di restauro, avvenuti nel corso del 2014, nel lato sud del piazzale del castello è stata scoperta una cisterna, risalente con probabilità al XVI secolo. La vasca, di 11 metri di diametro e dalla funzione ancora sconosciuta, è rappresentata in un dipinto ad olio del pittore Angelo Cignaroli, conservato presso un’altra residenza sabauda, il castello di Racconigi.

REGGIA DI VENARIA REALE E BORGO CASTELLO: la regina delle regine? Senza dubbio è lei. Costruita nel XVII secolo, la Reggia di Venaria venne commissionata dal duca Carlo Emanuele II di Savoia ad Amedeo di Castellamonte, con l’ intento di farne una Residenza di caccia a poca distanza da Torino. Non una Residenza qualunque, bensì un edificio talmente solenne da poter competere con la parigina Versailles. Molti furono gli architetti famosi che misero la firma sul capolavoro barocco: oltre al menzionato Castellamonte , che la progettò, si ricordano il già citato Filippo Juvarra, autore della maestosa Galleria Grande, della Cappella di Sant’ Uberto e del complesso costituito dalla Scuderia Grande e dalla Citroniera, infine Benedetto Alfieri, di cui si può osservare il Rondò con le statue delle Stagioni. Proprio dalla vicina Francia è di recente arrivato un prestigioso riconoscimento stellato: la rinomata Guida Verde Michelin ha infatti conferito la terza stella alla Reggia di Venaria e alla sua Galleria Grande, inserendola nel firmamento delle destinazioni imperdibili di Torino e dintorni.

Poco distante, dentro il Parco La Mandria, ecco Borgo Castello. Il complesso nacque come nido d’amore di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, e di Rosa Vercellana detta la Bella Rosin, per la quale il sovrano perse la testa a 27 anni quando era già legittimamente sposato con Maria Adelaide. L’arguta e bella popolana, figlia di un tamburo maggiore dell’esercito sabaudo, diventò la seconda moglie del re, seppur morganaticamente – ovvero senza diritti sulla corona – e gli diede due figli, Vittoria ed Emanuele. La famiglia non ufficiale del sovrano viveva qui, in questi edifici in mezzo alla natura, un contesto bucolico così lontano dai fasti di Palazzo Reale. A Borgo Castello Vittorio Emanuele si spogliava del peso del suo rango e viveva come un uomo normale, amante della caccia, dei cavalli, dei manicaretti cucinati dalla sua amata, che non diventò mai regina d’Italia ma regina della casa sì!

[photo credits: Federica De Benedictis| Elisa Midelio]

Elisa e Federica

About Elisa e Federica

Sono Elisa, ventisettenne torinese, ma mezza lucana. Odio le costrizioni, la fila all’aeroporto per fare il check in, chi arriva in anticipo agli appuntamenti. Amo viaggiare e fotografare, le colazioni a buffet, avere in programma un viaggio ma non svelarlo a nessuno. Ho una Nikon che appendo sempre più spesso al collo, dormo con la testa sotto la mappa del mondo e in testa, quella che a volte frulla un po’ troppo, ho solo una cosa: “Dove mi porterà il mio prossimo viaggio?”. Il mio sogno? L’Africa di mille colori e profumi. Federica Angela De Benedictis, per gli amici, anzi per tutti, Fede. Classe 1984, segno del Cancro, padre pugliese e mamma emiliana, torinese di nascita, ​anima​, e anche di accento​.​ ​Laureata in Scienze Giuridiche ad indirizzo Storico, ho un cuore di carta che batte per i libri, per la scrittura e per tutto ciò che riguarda la mia amata città. Dal 2015 racconto questa passione sabauda sul mio blog Dire Fare Mole e su diversi magazine e siti del territorio. Ora trovate i miei storytelling al sapore di gianduiotto anche su Torino Fashion Bloggers!

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