Le sfilate, che siano a tema moda uomo o donna, sono eventi caratterizzati da una forte frenesia. C’è sempre tanto clamore intorno ad esse, il fervore si respira fin da lontano e sono numerosi gli addetti ai lavori che si impegnano per regalare emozioni agli spettatori e ai buyer, attraverso i quali le collezioni vengono fatte conoscere al mondo intero. A gennaio abbiamo avuto modo di assistere alle sfilate moda uomo autunno/inverno 2016-17. Cosa indosseremo la prossima stagione invernale? Andiamolo a scoprire insieme!

Moda uomo f/w 2016-17La prerogativa delle sfilate è la corsa. Proprio così, il tempo a disposizione è ridotto e il calendario è fitto di appuntamenti. Per questo motivo è importante correre, aumentare il passo per raggiungere le varie location distanti le une dalle altre, è importante la velocità per non perdersi le ultime novità di tendenze proposte dagli stilisti.

Iniziamo con la città più romantica per eccellenza, Parigi. È qui che troviamo il giovanissimo Oliver Rousteing, creative director di Balmain, il quale ha dimostrato ancora una volta come si può rivitalizzare un marchio famoso unendo talento creativo e voglia di rischiare. Il fashion designer francese presenta in passerella un uomo che si porta dietro un’allure principesca ed esuberante, caratteristica che emerge nella scelta di usare materiali preziosi composti da punti luce di ricami quasi abbaglianti. Le spesse cinture fascianti in vita, la silhouette asciutta e i cristalli applicati alle giacche rimandano al tradizionale abito dei toreri, figura che attrae dal fascino irresistibile. La collezione presenta un uomo forte e sicuro di sé, infatti, il tema cavallerizzo-militare si respira fin dalle prime apparizioni mentre le stampe geometriche, sopratutto quelle in rosso e nero, danno carattere anche ai capi più basic.

Balmain moda uomo f/w 2016-17Milano è la città dai mille volti, è patria indiscussa dell’interior design e della moda, è una metropoli che si reinventa anno dopo anno. Ed è proprio questo che abbiamo notato osservando la sfilata di Gucci, in cui la scelta è ricaduta nel re-inventare i capi icona dell’archivio della maison. Il protagonista della passerella è Snoopy, che ritroviamo sulle t-shirt e sulle maglie, mentre i capospalla hanno fantasie che vanno dal più classico finestrato fino a pattern elaborati. Quindi libertà, divertimento ed emancipazione sono le tre parole chiave di questa nuova collezione. Gucci presenta un uomo che rompe le regole, una figura che si ribella alla società indossando abiti d’ispirazione orientale e blouson fantasia e soprabiti simili a kimono. I pantaloni da diritti diventano man mano sempre più ampi: a palazzo, scampanati o baggy, risvoltati fino alla caviglia.

Gucci moda uomo f/w 2016-17Spostiamoci a Londra, realtà in cui tutto si avvera, realtà nella quale i sogni diventano realtà e dove è possibile indossare ciò che più ci piace senza schemi o pregiudizi. Chi meglio di Moschino poteva farsi portavoce della libertà di espressione in tutti i sensi? È l’artista statunitense Roy Lichtenstein ad ispirare la collezione Moschino per la prossima stagione invernale. Infatti i modelli in passerella sembrano usciti da una delle grafiche dell’artista che è annoverato tra i più celebri esponenti della Pop Art. Colori brillanti e una silhouette che sembra disegnata a matita, stampe definite di croci e fiori mixate a una rivisitazione street del kilt e a pantaloni in vinile rubati ai punk, fanno emergere come Jeremy Scott, fashion designer del marchio, abbia subito l’influenza e il fascino della Pop Art. L’uomo portato in passerella è allegro, divertente, spensierato e brillante. È un uomo che passeggia con le scritte “hope”, “power” e “life” stampate su maglie in jersey, parka e bomber. È un uomo che porta avanti messaggi universali importanti e che ama vestire in modo divertente ed ipnotizzante.

Moschino moda uomo f/w 2016-17Ci pensano le passerelle newyorkesi a portare in scena l’uomo dandy, figura intramontabile che va per la maggiore. Oscar Wilde, celebre scrittore e poeta irlandese, famoso per i suoi aforismi e per i suoi paradossi, propulsore della bellezza e raffinato esteta affermava che: “…ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l’eternità”. Credo che in questa frase si possa racchiudere un po’ il sogno di tutti gli stilisti, ossia il creare una collezione che duri nel tempo, lasciare un segno indelebile nella storia, un segno che attraversi intere generazioni. Robert Geller, american fashion designer, presenta una collezione incentrata sulla figura del dandy, caratterizzata da abiti perfetti a livello sartoriale che si ispirano ad una classicità d’altri tempi, ma che torna di moda per stupire per raffinatezza ed eleganza. I capospalla sono caratterizzati da giacche diritte e trench doppiopetto come da manuale, mentre la mantella e le bluse in nappa rappresentano gli indumenti più irriverenti e forti della collezione, capi che non possono mancare nel guardaroba di un perfetto uomo di stile.

Robert Geller moda uomo f/w 2016-17Non importa che le influenze stilistiche arrivino da Parigi, Milano, Londra o New York, l’importante è che siano fresche, pervase da novità e composte da elementi frizzanti. Ripenso alla frase di Rachel Zoe, stilista statunitense nota per i suoi lavori con importanti star del cinema e conosciute case di moda, la quale ha affermato che: “La moda è la maniera di dire chi sei senza dover parlare”. Oliver Rousteing, Alessandro Michele, Jeremy Scott e Robert Geller ci hanno dato un esaustivo assaggio di quanto sia vero!

Federico Panarello

About Federico Panarello

Di professione architetto, Federico ama trascorrere le sue giornate sepolto fra libri di interior design e riviste che vanno dalla moda all’architettura. Ama girovagare fra le vie storiche delle città alla ricerca di piccoli particolari che possano attirare la sua attenzione. Sostenitore degli shopping mall, delle grandi metropoli e di tutto ciò che possa creare esperienze sensoriali ama perdersi in chiacchere sorseggiando un buon cappuccino. Se gli domandassero cosa vorresti essere, risponderebbe la sedia Tulip di Eero Saarinen.

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