La sabaudità è un concetto impalpabile come il cacao spolverato sul cappuccino , fatto più di sensazioni che di spiegazioni. La si può percepire nell’eleganza rigorosa dei palazzi torinesi, nella perfetta armonia del reticolato viario, nel richiamo alla sobrietà che aleggia ovunque ma che non sfocia mai nella banalità e nella noia. Perché a Torino, sapete, è davvero impossibile annoiarsi. Se non ci credete, seguite i nostri consigli e partite alla ricerca dei luoghi più sabaudi che ci siano!

Innanzitutto, toglietevi dalla mente l’immagine di Torino città industriale e caotica. Il capoluogo piemontese è infatti costellato di angolini silenziosi, lontani dal caos cittadino, naturalmente e sabaudamente regali. Uno di questi è sicuramente Villa della Regina. Lasciando alle spalle la maestosa Piazza Vittorio Veneto e l’imponente Chiesa della Gran Madre di Dio, risalendo lungo la Strada Comunale Santa Margherita vi ritroverete lontanissimi dalla confusione della città e immersi in un’atmosfera d’altri tempi. Questa appartata villa seicentesca fu voluta dal cardinal Maurizio di Savoia e dopo la sua morte divenne proprietà della moglie Ludovica. L’ edificio vide nei secoli successivi l’alternarsi di numerose principesse, duchesse e regine sabaude, motivo per il quale ricevette l’appellativo con cui la conosciamo tutti. Durante l’occupazione francese entrò a far parte dei possedimenti napoleonici e pare che lo stesso Napoleone vi soggiornò. Nel 1869 divenne la sede dell’Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che combatterono durante le Guerre d’Indipendenza e nello stesso anno cessò di essere proprietà della famiglia reale. Bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, Villa della Regina andò incontro a un triste degrado. Totalmente abbandonata a se stessa divenne preda della vegetazione che ne sbarrò quasi totalmente l’ingresso e di numerosi atti vandalici: molte statue vennero decapitate e numerose opere vennero saccheggiate. Nel 1994 l’intera struttura venne presa in gestione dalla Soprintendenza dei beni artistici e storici del Piemonte e dopo una lunga ristrutturazione venne riaperta al pubblico nel 2007, in tutto il suo rinnovato splendore.

Un grande lavoro di recupero ha riportato alla luce anche il Vigneto Reale. Accanto al complesso della residenza e del Belvedere infatti, si estende la Vigna voluta e progettata dallo stesso cardinal Maurizio di Savoia all’inizio del Seicento, trascurata negli anni successivi alla morte dei due coniugi e totalmente distrutta da piante infestanti e dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra il 2003 e il 2006 un lento intervento di recupero ambientale ha riqualificato l’area riportando alla luce circa metà dello storico e reale vigneto che oggi produce un ottimo e torinesissimo Freisa “Villa Vigna dell Regina”, distribuito dall’azienda vitivinicola Balbiano di Andezeno. Se volete assaggiarlo in loco, prenotate una visita al Vigneto Reale, comprensiva di degustazione vini e di Pastiglie Leone … al gusto di Freisa naturalmente (per info e prenotazioni http://www.balbiano.com/).

Lasciate il clima regale e riscendete verso Piazza Vittorio Veneto. Dirigetevi verso via Po, e osservate attentamente: solo uno dei due lati è caratterizzato da portici che non si interrompono neppure in prossimità degli incroci. Fu re Vittorio Emanuele I di Savoia a dare ordine agli architetti di erigere i portici in modo tale che i reali sabaudi non si bagnassero percorrendo la strada che da Palazzo Reale li portava alla chiesa Gran Madre di Dio. In questo modo, nel caso di pioggia continua e abbondante, sapete in quale lato conviene camminare!

Proseguendo su via Po potrete fermarvi in uno dei tanti locali storici ad assaggiare il bicerin, famosa e storica bevanda analcolica torinese a base di caffè e cioccolato, lo zabaione o una cioccolata calda con panna per scaldarvi durante l’inverno. Uno dei nostri posti preferiti dove fare una merenda sabauda doc è Fiorio (via Po, 8 http://www.caffefiorio.it/) il caffè storico di Torino per eccellenza. Aperto nel lontano 1780,  Fiorio ha visto letteralmente passare la storia: le sue antiche mura hanno ospitato personaggi illustri come Cavour, di cui possiamo ancora osservare i tavolini preferiti nella sala di mezzo, D’Azeglio e Nietzsche. Ma la lista sarebbe davvero molto lunga, con teste coronate (famosa la ricorrente frase di re Carlo Alberto “Cosa si dice al Fiorio?) ed esponenti di spicco del periodo risorgimentale ed unitario. Immergetevi nella sabaudità della sua atmosfera retrò, fra poltroncine di velluto rosso, stucchi dorati e grandi specchi alle pareti, e gustate le tante leccornie presenti nel menù, dove oltre al già citato bicerin troverete il Gianduiotto Fiorio, goloso semifreddo accompagnato da crema e panna montata.

E per concludere in bellezza, provate l’ebbrezza di dominare Torino dall’alto della torre di Palazzo Madama. L’edificio che più di tutti rappresenta la storia della città – racchiude in se’ tracce della fondazione romana, della casaforte medievale degli Acaja e del fasto barocco voluto dalle due Madame Reali – ospita un importante Museo Civico (http://www.palazzomadamatorino.it/) e offre la possibilità di salire su una delle sue torri panoramiche, da cui c’è una vista mozzafiato che spazia dalla collina alla catena alpina. Respirate l’aria e riempitevi di sabaudità. Ora potete davvero dire di aver trovato l’anima di Torino!

Elisa e Federica

About Elisa e Federica

Sono Elisa, ventisettenne torinese, ma mezza lucana.
Odio le costrizioni, la fila all’aeroporto per fare il check in, chi arriva in anticipo agli appuntamenti.
Amo viaggiare e fotografare, le colazioni a buffet, avere in programma un viaggio ma non svelarlo a nessuno.
Ho una Nikon che appendo sempre più spesso al collo, dormo con la testa sotto la mappa del mondo e in testa, quella che a volte frulla un po’ troppo, ho solo una cosa: “Dove mi porterà il mio prossimo viaggio?”.
Il mio sogno? L’Africa di mille colori e profumi.

Federica Angela De Benedictis, per gli amici, anzi per tutti, Fede.
Classe 1984, segno del Cancro, padre pugliese e mamma emiliana, torinese di nascita, ​anima​, e anche di accento​.​
​Laureata in Scienze Giuridiche ad indirizzo Storico, ho un cuore di carta che batte per i libri, per la scrittura e per tutto ciò che riguarda la mia amata città. Dal 2015 racconto questa passione sabauda sul mio blog Dire Fare Mole e su diversi magazine e siti del territorio. Ora trovate i miei storytelling al sapore di gianduiotto anche su Torino Fashion Bloggers!

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