Si è chiusa da pochissimo la 30esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, dopo giorni (o per meglio dire, mesi) di panico e frecciate amare con la vicina Milano. L’avrete letto ovunque, ma penso sia giusto ribadirlo (da sabauda patriottica quale sono): abbiamo spaccato tutto!

Salone Internazionale del Libro Torino 2017 30esima edizione Gipi Oltre il Confine

Questo Salone del Libro è stato un successo enorme, un successo che va davvero “Oltre il confine”, come recita il tema dell’ultima edizione 2017. Adesso però, voglio mettere da parte gli slogan da rotocalco e raccontarvi il mio Salone, quello vissuto in veste di staff di coordinamento di questa manifestazione smisurata. Io ero rinchiusa nel Padiglione 5, quello dedicato all’area del Bookstock Village, dedicato a bambini e ragazzi con tanti incontri, laboratori, eventi e, ovviamente, libri. Il mio compito era semplice, ma solo a parole: far funzionare tutto all’interno del padiglione e coordinare 270 ragazzini volontari delle superiori.

Salone del Libro di Torino 2017 ingressi coda successo

“Il Bookstock Village è stato bello bello in modo assurdo. Anche questa volta sono stati giorni intensi; sicuramente più pesanti, faticosi e stressanti rispetto agli scorsi anni, vista la responsabilità maggiore che gravava sulle mie spalle. È iniziato tutto in salita: con un padiglione bellissimo, ma tanto caotico, da gestire e coordinare; con 270 fanciulli da valorizzare offrendo loro un’esperienza di vita e lavoro diversa dalle solite; con tante difficoltà organizzative da superare e con un ruolo del tutto nuovo per me. È iniziato tutto con fatica, il cellulare che suonava continuamente, tanti problemi da risolvere, tante scelte da prendere in fretta, le corse continue, le gambe e i piedi che chiedevano pietà mentre si macinavano chilometri sperando che ogni cosa andasse per il verso giusto. Ho dato il massimo, ho lavorato tanto, abbiamo lavorato tanto, per offrire il meglio a tutti coloro che sono venuti a trovarci. Perché la bellezza di un salone è proprio quella macchina invisibile, quegli ingranaggi piccoli ma essenziali, fatti di persone fisiche, che corrono, si sbattono, si arrabbiano, a volte sbagliano, ma cazzo se ce la mettono tutta. Io, noi, ce l’abbiamo messa davvero tutta.” 

Bookstock Village Salone del Libro di Torino 2017 Padiglione 5 staff Elisa Raimondo

Bookstock Village Salone del Libro di Torino 2017 Padiglione 5 staff Elisa Raimondo selfie

Questa è la descrizione del Salone del Libro 2017 che voglio lasciare a tutti voi. Nessuno slogan, nessun conflitto, nessun confronto, niente Milano “ladra”, niente campanilismi, niente di niente. Solo tanto duro lavoro. Perché questo Salone è stata una vittoria e una soddisfazione, per me e per tutti gli amici che ci hanno messo davvero l’anima. Perché alla fine di tutto, eravamo davvero una sola grande famiglia, che lottava per una manifestazione che è nel cuore di tutti i torinesi. E i torinesi (ma anche tanti tantissimi non torinesi) si sono fatti sentire, eccome!

Salone del Libro di Torino 2017 30esima edizione

Grazie a Nicola Lagioia, fantastico Direttore Editoriale nonché persona amabile e di grande umiltà, e grazie a tutte le persone del mio staff che sono riuscite a supportarmi e sopportarmi in questi giorni di vero delirio. E adesso ci salutiamo pensando già all’edizione 2018 che sarà dal 10 al 14 maggio (e per la prima volta non beccherà il mio compleanno).

About Elisa Raimondo

Architetta ossessionata dal perfezionismo e affetta da organizzazione compulsiva. La sua vita è un incastro di impegni e passioni: tra scout, India, canto e, ovviamente, moda, si ritrova sempre a correre per Torino. “5 minuti e arrivo!”

1 Comment on Salone del Libro di Torino: una 30esima edizione oltre ogni confine!

  1. Leggete, leggete e rileggete!
    Questo deve essere il monito di un paese che guarda le stelle e che mira al Progresso – quello con la P maiuscola, quello incondizionato e atto solo alla semplice bontà di conoscere i propri limiti umani per superare quelli cosa che, per natura, ci limitano; ma che siano semplicemente complici della natura stessa e non che la immobilizziamo, in quel caso ad immobilizzare saremo nient’altro che noi stessi!

    E’fantastico leggere ancora di tali iniziative

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