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Io, che in Piazza San Carlo c’ero.

Caro Ignoto,

sono passate oramai 2 settimane da quel terribile sabato sera. Avevo altri programmi, decisamente. Fino alla fine credevo che ce l’avremmo fatta, che avremmo portato a casa quella maledetta coppa dei Campioni, che avremmo aspettato la nostra squadra all’aeroporto di Caselle, che avremmo visto l’alba e, chissà, sarei tornata a casa con un sorriso in più a casa.

Sono tornata oltre l’alba, sì, ma con il terrore negli occhi, due costole rotte e graffi. Alla mano, al ginocchio e nel cuore.

Tu, “Ignoto”, questa non me la dovevi proprio fare. Non so cosa tu sia stato: un petardo, una frase detta al momento sbagliato, una balaustra caduta senza un valido motivo. Irrazionalità, fobia, nonsense.

Sei stato un colpo improvviso, in mezzo alla calca della gente, ai cuori in attesa di un miracolo (sì, perché in quel momento stavamo perdendo amaramente), a chi – come me – parlava di quella serata come Natale. Talmente bella che non volevamo che arrivasse: qualcuno aveva anche fatto delle scommesse: uno spogliarello, un taglio di capelli, un fioretto sul bere. Tu, Ignoto, hai rovinato una serata che anche se fosse andata male ce la saremmo ricordata lo stesso. Perché noi Juventini siamo così: viviamo di attese, di palpiti, di speranze e di “il prossimo anno saremo di nuovo qui e porteremo a casa la vittoria”. Tu, Ignoto, hai voluto che le cose andassero diversamente. Anche se avessimo vinto la Champions, quella sera, ci saremmo ricordati solo di altro. Del sangue, dei cocci di vetro, delle corse al riparo da te, Ignoto.

Non sei solo paura, sei Sconosciuto, sei quella sensazione che solo se la vivi riesci a malapena a descriverla.

Quando mi sono ritrovata improvvisamente per terra, con addosso dei corpi di estranei e la sensazione che stessi perdendo parte del mio corpo, ho pensato davvero di morire. Una manciata di secondi che ti sembrano infiniti, talmente tanto da poter riuscire a formulare la frase “Ok, è arrivato il mio momento, purtroppo”. Posso ringraziare solamente quella persona che mi ha dato la mano e mi ha tirato su se quella sensazione è durata un po’ meno di altri. E poi le corse verso il non so dove, l’entrata in un supermercato per cercare qualcosa con cui poterci guarire, e poi ancora corsa. La chiamata ai genitori che avrebbero potuto vedere qualcosa alla tv e il “Mamma, io sto bene, ho perso papà, spero che non si sia fatto male”. E ancora corsa. Non auguro a nessuno di correre lontano da qualcosa che non conosci.

Sai, Ignoto, in quel momento non ti rendi conto di quante cose non hai ancora fatto o detto. Non ti rendi conto che la vita è davvero un soffio di vento, gelido o caldo che sia, e che debba essere vissuta senza mai pentirsi di nulla. Avrei voluto che me lo facessi capire in un altro modo, sono una sveglia e che capisce in fretta.

Sai, Ignoto, di una cosa, prima di tutto, non riesco a perdonarti. Non importa che mi hai rovinato una serata che poteva diventare magica (sono riuscita anche a ridere durante le lunghe ore di attesa al Pronto Soccorso), non importa che ho perso il mio zaino e tutti i miei averi (di quello non è colpa tua, ma dell’Ignoranza, un’altra bella bestia insieme alla Paura). Non ti perdono della morte di una donna, Erika, che non era neanche una tifosa. Era una come tutti noi: felice di accompagnare il proprio fidanzato a vedere la partita, nonostante avesse altri piani, contenta di fare qualcosa di diverso dal solito, di stare in compagnia e di dire “Io c’ero”. Di quello, Ignoto, dovrai scontare notti insonni, provando la stessa sensazione di quando io ho visto, solo per un attimo, il volto della morte.

Ignoto, però credo che tu, di me, non sappia una cosa.

Che io non mi arrendo. Ah, no.

Un giorno saremo io davanti a te, e vincerò Io. Vincerò quando tornerò in mezzo a una folla a urlare per il mio cantante preferito, per la mia amata Juventus, per una coda interminabile in attesa di un autografo. Non mi rintanerò in casa, ma uscirò. Non convincerò gli altri a starsene nel proprio angolo, li prenderò di peso e li porterò fuori con me. Non dirò più “ho paura”.

Non esiste che vinca tu. NO.

Caro Ignoto, l’anno prossimo vinceremo la Champions. Ed io sarò felice: perché avrò fatto tutto quello che mi sarò prefissata nella mia lista.

Questo post è dedicato a Erika e a tutti quelli che in quella notte erano in piazza, con il cuore in mano e il fiato corto. E che continueranno a sognare, nonostante tutto, per loro stessi e per Erika.

About Emily Grosso

Emily lavora in una società finanziaria, ma passa le pause pranzo in giro per negozi. ll suo armadio segreto scoppia di borse, collane, creatività, voglia di scrivere e di urlare felicità.

Gli scrigni contemporanei di Cirio Maison

Con la fine di luglio vi presentiamo l’ultimo capitolo di una collaborazione molto cara a noi delle Torino Fashion Bloggers, il nostro viaggio alla scoperta del mondo dei gioielli e dell’arte orafa di Cirio Maison. Per questo appuntamento Cirio Maison, storica casa di gioielleria di Torino,di cui vi avevamo già parlato in un nostro post precedente, ci ha aperto nuovamente le porte del suo laboratorio e ci ha dato la possibilità di indossare le sue creazioni.

Enrico Cirio, genio e maestro dell’arte del gioiello, non che artista, pittore, scultore e poeta ha lasciato in eredità una moltitudine di disegni e schizzi, ispirazioni e documenti, che le due maestre orafe Anna e Micaela hanno saputo ricreare e riformulare, dedicando alle creazioni un tocco contemporaneo. Come un sarto della gioielleria, le orafe di Cirio Maison ci hanno mostrato dei nuovi modelli, opere d’arte che pur restando fedeli allo stile di Enrico Cirio, sono in sintonia con le nuove esigenze dello stile moderno.

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Per noi di Torino Fashion Bloggers, Anna Novara ha scelto di farci indossare la linea Scrigni di Luce. Una collezione di ciondoli, anelli e orecchini in oro bianco e giallo dal valore altissimo non solo per i materiali impiegati e la qualità del gioiello realizzato interamente a mano ma anche per il grande valore sentimentale e creativo che si cela dietro a questo progetto.

Scrigni di Luce, un progetto ideato e progettato dal maestro Enrico Cirio, rappresenta la più alta estetica moderna della gioielleria Cirio. Una linea dal gusto raffinato e minimal ma dal grande valore simbolico. Scrigni di Luce è infatti un nuovo modo di risplendere, un nuovo modo di indossare le gemme preziose in maniera innovativa e diversa dal solito. Dentro questi piccoli scrigni, cioè queste scatoline traforate, in oro bianco e  giallo si racchiude infatti una gamma preziosa di gemme tagliati in piccoli diametri. Diamanti, Rubini e Smeraldi si muovono liberi in queste scatole magiche restituendo lampi di luce e colori continuamente diversi.

Una tavolozza infinita di colori e luci che si compongono e cambiano a seconda della luce che riflette le pietre.Una composizione unica per una donna dallo stile inconfondibile.

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Questa linea in due varianti, oro bianco e giallo è composta da anelli, orecchini pendenti in oro giallo , orecchini in oro bianco e due ciondoli in oro bianco e giallo da portare con una catena più corta o più lunga . I  gioielli Cirio Maison si contraddistinguono soprattutto per l’originalità delle forme ma soprattutto per il modo inconsueto di utilizzare materiali diversi e pietre preziose. I gioielli Cirio sono vere e proprio sculture e piccole opere d’arte da indossare simbolo di una capacità orafa e di una creatività artigiana di altissimo livello.

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Chiara Girivetto

About Chiara Girivetto

Aspirante fashion designer e cool hunter, si definisce una persona creativa e curiosa. Alla costante ricerca di sè stessa e di una sua dimensione, ama perdersi tra immagini, fotografie e musica.

TANTI AUGURI A NOI!

 

Avventurarsi in un nuovo progetto è un po’ come iniziare una nuova storia d’amore. L’entusiasmo è alle stelle. Non ci si conosce a fondo ma si ha fiducia l’uno nell’altro e tutto è scintillante e meraviglioso. Si ride, si scherza, ci si diverte. Il futuro sembra limpido e roseo.

Poi, purtroppo, la realtà piomba come la tonnellata di Willie il coyote sulle teste e ci si rende conto che confrontarsi con qualcuno che non sia tu (l’unica persona con cui sei sicuro che passerai il resto della tua vita) non è facile.

Ci sono discussioni, opinioni divergenti, scontri. È difficile comprendere che i dissensi del progetto non riguardano il personale ma proprio la riuscita di questo. Le regole ovvie non sono così ovvie per tutti.

Nasce la frustrazione e il timore del fallimento.

Ci vuole coraggio per restare,

ad andarsene sono bravi tutti.

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Le #Tfb come in Sex and the City.

Dicono che niente dura per sempre, i sogni cambiano, le tendenze vanno e vengono, ma le amicizie non vanno mai fuori moda…

Metti un sabato pomeriggio tra amiche ed il tempo di spendere qualche ora per noi stesse… e tutto ci sembra essere improvvisamente come in Sex and The City…

No, non abbiamo incontrato Mr Big e non abbiamo bevuto il Martini Cocktail, ma abbiamo fatto quello che ci piace di più: avere del tempo per le amicizie.

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About Emily Grosso

Emily lavora in una società finanziaria, ma passa le pause pranzo in giro per negozi. ll suo armadio segreto scoppia di borse, collane, creatività, voglia di scrivere e di urlare felicità.

Se Torino avesse il mare.

Metti un giovedì sera molto caldo, dopo giorni di terribili acquazzoni. Metti una maglia da marinaretta ed una gonna nera, scovata in un mercatino vintage o che probabilmente apparteneva a qualche zia, facilmente rieditata per l’occasione. Un tramonto perfetto ed un’atmosfera dai colori che profumano di salsedine.

Torino non ha il mare, ma ha uno splendido fiume. Ed in un secondo, su quelle canoe, puoi sognare di andare ovunque tu voglia.

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Nel blu, dipinto di blu. Una giornata da Profumerie Rossi

Uno spruzzo del tuo profumo preferito e poi goditi la serata!

Io sarei tornata a casa, stanca dal lavoro ed in una “giornata no”, ma quel trucco mi faceva sentire la più figa, anche in pigiama sotto il mio piumone! Ecco la mia prova trucco dalle Profumerie Rossi!

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Emily lavora in una società finanziaria, ma passa le pause pranzo in giro per negozi. ll suo armadio segreto scoppia di borse, collane, creatività, voglia di scrivere e di urlare felicità.

#TfbLovesTorino. La città che noi amiamo.

Torino è casa mia diceva Culicchia. Lo potremmo dire anche noi. Ma ci piace di più dire #TfbLovesTorino.

Questo è il nostro modo di esprimere l’amore incondizionato che abbiamo per questa città. E sappiamo che anche voi la pensate come noi. Per questo abbiamo in mente un gioco, che vogliamo condividere con voi!

 

#TfbLovesTorino #torinofashionbloggers #tfb

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