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Torino Fashion Week is back!

Assistere ad una sfilata è sempre una grande emozione, lo stesso vale se siamo a Torino, a Milano, a Parigi o New york, per noi ragazze amanti della moda le sfilate sono un sogno. Se vi parlo di Torino Fashion Week non vi viene in mente qualcosa? Vi ricordate? L’anno scorso siamo state invitate all’inaugurazione della prima edizione della Torino Fashion Week. Potete rinfrescarvi la memoria leggendo il nostro post qui!

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Io, che in Piazza San Carlo c’ero.

Caro Ignoto,

sono passate oramai 2 settimane da quel terribile sabato sera. Avevo altri programmi, decisamente. Fino alla fine credevo che ce l’avremmo fatta, che avremmo portato a casa quella maledetta coppa dei Campioni, che avremmo aspettato la nostra squadra all’aeroporto di Caselle, che avremmo visto l’alba e, chissà, sarei tornata a casa con un sorriso in più a casa.

Sono tornata oltre l’alba, sì, ma con il terrore negli occhi, due costole rotte e graffi. Alla mano, al ginocchio e nel cuore.

Tu, “Ignoto”, questa non me la dovevi proprio fare. Non so cosa tu sia stato: un petardo, una frase detta al momento sbagliato, una balaustra caduta senza un valido motivo. Irrazionalità, fobia, nonsense.

Sei stato un colpo improvviso, in mezzo alla calca della gente, ai cuori in attesa di un miracolo (sì, perché in quel momento stavamo perdendo amaramente), a chi – come me – parlava di quella serata come Natale. Talmente bella che non volevamo che arrivasse: qualcuno aveva anche fatto delle scommesse: uno spogliarello, un taglio di capelli, un fioretto sul bere. Tu, Ignoto, hai rovinato una serata che anche se fosse andata male ce la saremmo ricordata lo stesso. Perché noi Juventini siamo così: viviamo di attese, di palpiti, di speranze e di “il prossimo anno saremo di nuovo qui e porteremo a casa la vittoria”. Tu, Ignoto, hai voluto che le cose andassero diversamente. Anche se avessimo vinto la Champions, quella sera, ci saremmo ricordati solo di altro. Del sangue, dei cocci di vetro, delle corse al riparo da te, Ignoto.

Non sei solo paura, sei Sconosciuto, sei quella sensazione che solo se la vivi riesci a malapena a descriverla.

Quando mi sono ritrovata improvvisamente per terra, con addosso dei corpi di estranei e la sensazione che stessi perdendo parte del mio corpo, ho pensato davvero di morire. Una manciata di secondi che ti sembrano infiniti, talmente tanto da poter riuscire a formulare la frase “Ok, è arrivato il mio momento, purtroppo”. Posso ringraziare solamente quella persona che mi ha dato la mano e mi ha tirato su se quella sensazione è durata un po’ meno di altri. E poi le corse verso il non so dove, l’entrata in un supermercato per cercare qualcosa con cui poterci guarire, e poi ancora corsa. La chiamata ai genitori che avrebbero potuto vedere qualcosa alla tv e il “Mamma, io sto bene, ho perso papà, spero che non si sia fatto male”. E ancora corsa. Non auguro a nessuno di correre lontano da qualcosa che non conosci.

Sai, Ignoto, in quel momento non ti rendi conto di quante cose non hai ancora fatto o detto. Non ti rendi conto che la vita è davvero un soffio di vento, gelido o caldo che sia, e che debba essere vissuta senza mai pentirsi di nulla. Avrei voluto che me lo facessi capire in un altro modo, sono una sveglia e che capisce in fretta.

Sai, Ignoto, di una cosa, prima di tutto, non riesco a perdonarti. Non importa che mi hai rovinato una serata che poteva diventare magica (sono riuscita anche a ridere durante le lunghe ore di attesa al Pronto Soccorso), non importa che ho perso il mio zaino e tutti i miei averi (di quello non è colpa tua, ma dell’Ignoranza, un’altra bella bestia insieme alla Paura). Non ti perdono della morte di una donna, Erika, che non era neanche una tifosa. Era una come tutti noi: felice di accompagnare il proprio fidanzato a vedere la partita, nonostante avesse altri piani, contenta di fare qualcosa di diverso dal solito, di stare in compagnia e di dire “Io c’ero”. Di quello, Ignoto, dovrai scontare notti insonni, provando la stessa sensazione di quando io ho visto, solo per un attimo, il volto della morte.

Ignoto, però credo che tu, di me, non sappia una cosa.

Che io non mi arrendo. Ah, no.

Un giorno saremo io davanti a te, e vincerò Io. Vincerò quando tornerò in mezzo a una folla a urlare per il mio cantante preferito, per la mia amata Juventus, per una coda interminabile in attesa di un autografo. Non mi rintanerò in casa, ma uscirò. Non convincerò gli altri a starsene nel proprio angolo, li prenderò di peso e li porterò fuori con me. Non dirò più “ho paura”.

Non esiste che vinca tu. NO.

Caro Ignoto, l’anno prossimo vinceremo la Champions. Ed io sarò felice: perché avrò fatto tutto quello che mi sarò prefissata nella mia lista.

Questo post è dedicato a Erika e a tutti quelli che in quella notte erano in piazza, con il cuore in mano e il fiato corto. E che continueranno a sognare, nonostante tutto, per loro stessi e per Erika.

About Emily Grosso

Emily lavora in una società finanziaria, ma passa le pause pranzo in giro per negozi. ll suo armadio segreto scoppia di borse, collane, creatività, voglia di scrivere e di urlare felicità.

Sei cipolla o carciofo? Meglio topinambur

Tutti sono preparati all’arrivo del mese di marzo. Tutti, forse, tranne me. La rapidità con la quale le condizioni atmosferiche ti fanno vivere l’entusiasmante se non fantasmagorica esperienza surreale di mutare paesaggio e ambiente naturale senza neppure muoverti dal tuo paesello, non ha prezzo.

Marzo non è pazzerello. È squilibrato. Furioso, come l’Orlando. Basta un non niente che ti ritrovi a letto con la febbre, il naso colante e annessa montagna di fazzoletti che fanno da cuscini al tuo divano.

Ammettetelo: anche voi associate il mese di marzo alla domanda esistenziale del secolo, quella che ancora non ha avuto risposta e forse mai ce l’avrà (mettiamoci il cuore in pace): “Come cavolo dobbiamo vestirci a marzo?” Niente niente che Nostradamus, tra le varie profezie, abbia fornito la soluzione al nostro (mio sicuramente) dilemma?

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La questione, comunque, pare dibattuta e avere teorie diverse. Io, personalmente, vedo due scuole di pensiero. Da una parte la prima scuola, quella formata da ragazze/donne che preferiscono vestirsi a cipolla. Dall’altra parte, invece, la seconda scuola alla quale appartengono le ragazze/donne che optano per la modalità a carciofo. Oh, pardon, alcachiofa (in spagnolo è più fashion). Io, sfortunatamente, appartengo alla seconda scuola, i cui effetti sono tutt’altro che benefici. Ma ci sto lavorando.

Ebbene sì, la modalità a cipolla, conosciuta dai più come “a strati” ha , infatti, un numero diverso di strati  rispetto a quelli che possiamo trovare nella modalità a carciofo. Da qui in avanti alcachofa. È tutta una questione di equilibrio. Nella modalità a cipolla indossi un vestito leggero sotto ad uno un po’ più pesante che a sua volta è sotto ad uno ancora più pesante. Insomma, una sorta di matriosca. Ma facciamo un esempio: scegli un vestitino frou frou, magari un po’ naïf e sopra decidi di abbinarci  un cardigan a trecce, e sopra ancora opti per un capo spalla non troppo leggero né troppo pesante accompagnato da una sciarpina in seta che fa sempre donna di gran classe o forse il minimo sindacale stiloso per non prendersi una broncopolmonite. L’effetto, comunque, è carino e funzionale. Le modaiole ameranno l’effetto “carino”. Le più pratiche l’effetto “funzionale”. Così, quando il clima ha deciso che alla mattina sei a Bardonecchia, al pomeriggio sei a Napoli e alla sera sei a Courmayeur, decidi di togliere il foulard se fa caldino, il cardigan e il capo spalla se fa caldo per poi fare il procedimento inverso e riportare gli strati della cipolla al loro posto quando l’aria diventa frizzantina e a te va di preservare la tua salute troppo cagionevole. Così sei l’immagine perfetta della donna organizzata che ha dato prova di non aver incontrato, durante le ore più calde della giornata, la pezzatura da competizione (brutta bestia questa) né i ghiaccioli tipo stalattiti che scendono dal naso, durante le ore più fresche.

Tutte le persone che appartengono a questa categoria hanno la mia stima perché loro, e solo loro, hanno la chiave della figheria in mano. Appaiono, difatti, sempre fresche come delle rose durante il giorno e al calduccio durante la sera.  Nulla le scalfisce.

Ma passiamo alla seconda modalità, quella alcachofa. Purtroppo, come precedentemente enunciato, questa è la mia. Ognuno ha la sua croce da portare.

Chi ha avuto la sfortuna di incappare in questa modalità, vuoi per caso vuoi perché allontanato dalla retta via da altre persone, sa bene di cosa parlo. Coloro che appartengono a questa categoria conoscono bene sia la pezzatura da competizione sia le stalattiti che scendono incuranti dal naso.

Queste persone, proprio come un carciofo, decidono di vestirsi in modo molto pesante sopra e, molto leggero sotto. O viceversa, se il carciofo è visto al contrario. Comunque non a strati. Ma, piuttosto, a compartimenti stagni. Così, è facile incontrare persone che indossano un maglione di lana che ha la capacità di creare al suo interno un effetto stalla da paura con annessa possibilità di coltivare al suo interno funghi e muschi e, per la parte inferiore del corpo, short in stile Miami beach con gli inguardabili infradito. Senza possibilità di vie di mezzo. Oppure, il contrario. Ugg ai piedi, pantaloni di flanella del pigiama sotto ai jeans e canottiera bianca che riflette il sole, non si sa mai che scappa una tintarella sciuè sciuè sul terrazzo dell’uffico. Così, al pomeriggio, sei la campionessa in carica delle pezzature e, a sera, con l’aria freschina che tira, il sudore si riattiva magicamente per farti sentire i brividi di freddo. Che sensazioni magiche. Altro che “notti magiche inseguendo un gol”.

Io, però, non voglio più essere alcachofa, anche se, giusto a titolo di cronaca, non indosso mai gli Ugg né la canottiera bianca. O, per lo meno, non in combo. Io, invece, voglio essere topinambur: senza strati. Vorrei avere la libertà di mettere a marzo un vestito che sia uno e non mischiare le stagioni facendo pensare alle persone che mi incontrano di essere sul punto di partire per Tropea passando per Trieste. Ma, quando Nostradamus ci svelerà il suo segreto io, probabilmente, sarò ancora alcachofa.

 

Salva

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About Alessandra Brancaccio

Consumatrice di té e tisane, incurante delle stagioni e delle condizioni atmosferiche. Lettrice a periodi alterni. Sostenitrice del libero sfogo da caramelle e dolci, Improvvisatrice di fotografie. Amante della moda low cost, dei mercatini e del buon gusto innato.

Torino Outlet Village a tutto shopping!

I torinesi hanno finalmente trovato il loro tempio dello shopping! Ha aperto da pochissimo, il 24 marzo, il nuovo Torino Outlet Village di Settimo Torinese, con i suoi 20.000 mq a cielo aperto, distante solo un quarto d’ora dal centro di Torino. Nascondete carta di credito, bancomat e portafogli ma non basterà a resistere.

Torino Outlet Village party inaugurazione store firme negozi shopping

Noi siamo state alla serata di inaugurazione per dare subito una sbirciatina al nuovo outlet del lusso. 90 negozi con le migliori firme sul mercato: Adidas, Armani, Coach, Dsquared2, Ferrari, Gucci, Jil Sander, La Perla, Michael Kors, Nike, Roberto Cavalli, Trussardi, per citarne alcuni. Una promenade composta di due gallerie, lunga 290 metri, che ospita store, punti di ristoro e servizi di ospitalità, tutti su un unico livello come da progetto dell’architetto italiano Claudio Silvestrin. Già da lontano, il tempio dello shopping si riconosce subito grazie al suo simbolo distintivo: un obelisco di 85 metri – ridefinito “la Punta” – che invia un segnale luminoso, come un faro che identifica e guida i visitatori alla scoperta di questo nuovissimo polo di attrazione.

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About Elisa Raimondo

Architetta ossessionata dal perfezionismo e affetta da organizzazione compulsiva. La sua vita è un incastro di impegni e passioni: tra scout, India, canto e, ovviamente, moda, si ritrova sempre a correre per Torino. “5 minuti e arrivo!”

Marzo: gli eventi da non perdere assolutamente

Marzo marzo marzo… pazzariello! Che dite di prendere in mano penna e agenda e di segnarvi quello di cui avete bisogno per svagarvi un po’? D’altronde sta arrivando la primavera, abbiamo bisogno di freschezza!

How to organise your kikki.K Wellness Planner:

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About Emily Grosso

Emily lavora in una società finanziaria, ma passa le pause pranzo in giro per negozi. ll suo armadio segreto scoppia di borse, collane, creatività, voglia di scrivere e di urlare felicità.

Milano Fashion Week: il look Post Punky di Clinique per Cristiano Burani

Da qualche giorno è iniziata una delle settimane più importanti per il fashion system internazionale. Dopo New York e Londra, ha preso il via la Milano Fashion Week con le sfilate, le presentazioni e gli eventi che raccontano le collezioni di moda femminile del prossimo autunno/inverno 2017-18. Noi eravamo presenti nel giorno di apertura della settimana della moda milanese e abbiamo curiosato per voi nel backstage della sfilata di Cristiano Burani.

Clinique Cristiano Burani post punky make up milano fashion week Torino Fashion Bloggers sfilata sex stoned

Make up sponsor della sfilata di Cristiano Burani, il marchio di bellezza americano, Clinique, che ci ha permesso di sbirciare nel dietro le quinte della sfilata per immortalare il look pensato per la donna del prossimo fall/winter 2017-18.

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About Elisa Raimondo

Architetta ossessionata dal perfezionismo e affetta da organizzazione compulsiva. La sua vita è un incastro di impegni e passioni: tra scout, India, canto e, ovviamente, moda, si ritrova sempre a correre per Torino. “5 minuti e arrivo!”

Cosa si nasconde dietro ai colori? Scopriamole tendenze per la prossima primavera/estate!

Scommetto che l’articolo di Eleonora ispirato al colore Greenery, vi è piaciuto, vero ? In questo nuovo post, ho deciso di farvi conoscere i nuovi colori di tendenza della primavera/estate 2017 secondo Pantone! Ma che cosa è Pantone? Sappiamo bene che tutti i nostri lettori non sono grafici e creativi, quindi la parola Pantone necessita di una piccola spiegazione. Pantone è il nome di un azienda americana che dagli anni 50 si occupa della catalogazione dei colori e della produzione del sistema di identificazione di nuove tinte e colori.  La classifcazione Pantone è diventata un standard internazionale soprattutto per tutti quelli che lavorano nel mondo della grafica, della moda e nell’arredamento. Ogni colore è codificato da una cifra e da un serie di numeri e indicato con un nome.

Ogni anno Pantone “crea” o meglio classifica dei nuovi colori e come ci ha raccontato Eleonora nel nostro post precedente, il colore del 2017 è il Greenery! Il Greenery è un nuovo tipo di verde chiaro,un verde che ricorda l’erba fresca tagliata. Dietro alla nascita di nuovi colori vi è una spiegazione dovuta ad anni di ricerche e osservazioni sulle società ma soprattutto è influenzata da certi cambiamenti sociali che a loro volta influenzano e cambiano la moda e quello che ci circonda. In questo periodo, fatto di guerre, incertezze, problemi finanziari, crisi economica, smarthphone, insomma in questa era digitale in cui tutto cambia repentinamente c’è di sicuro una voglia di tornare alla normalità e alle proprie radici, allontanarsi da tutta questa tecnologia e soprattutto dal caos che ci circonda. Che è quello che ci racconta il video ufficiale della Pantone:

Ma scopriamo uno per uno,  quali sono i singoli colori scelti da Pantone che andranno di moda in questa nuova stagione primavera/estate 2017. Fate attenzione! Alla prima occhiata si parlerà di giallo, verde, blu e rosa ma si tratta di sfumature molto particolari…

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Chiara Girivetto

About Chiara Girivetto

Aspirante fashion designer e cool hunter, si definisce una persona creativa e curiosa. Alla costante ricerca di sè stessa e di una sua dimensione, ama perdersi tra immagini, fotografie e musica.

I Maledetti Toscani portano Montepulciano a Torino!

Vi abbiamo già raccontato di quella sera che abbiamo fatto shopping e aperitivo a Montepulciano? No, non stiamo scherzando. Senza muoverci dalla nostra amata Torino ci siamo ritrovate catapultate in uno dei borghi più belli della Toscana, in provincia di Siena.

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Il merito è di Maledetti Toscani, e in particolare di Alessandro e Nicola Quadri, che hanno deciso di far conoscere i loro prodotti di vero Made in Italy anche da noi. Stiamo parlando di scarpe, borse, giacche e accessori in pelle di altissima qualità, ogni pezzo realizzato a mano con passione e pazienza dai loro artigiani esperti, nel pieno rispetto delle regole e rigorosamente in Italia, anzi in Toscana.

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Dieci anni di Ombradifoglia

Chi dice che Torino è una città morta e grigia, deve ricredersi. “Torino non è una città morta, nelle sue vene scorre vita che sa di moda.” Queste sono le parole di Elena Pignata, stilista torinese del marchio di abbigliamento Ombradifoglia nato nel 2006 con l’apertura del primo Atelier a Torino, dopo varie esperienze da parte della stilista come consulente e designer per molte ed importanti realtà italiane.  Elena Pignata è una nostra vecchia conoscenza, abbiamo infatti scritto di lei circa due anni fa, parlando della sua collezione Spring Summer 2014 (qui ).

Già in passato infatti abbiamo avuto il piacere di assistere a numerose sfilate e presentazioni di questo brand,  che nel corso degli anni hanno animato la moda torinese ed ora con il suo stile inconfondibile Elena Pignata ha segnato in modo indelebile la moda torinese . Dal 2012 infatti il marchio Ombradifoglia viene presentato alla Parigi Fashion Week e venduto nelle più importanti e prestigiose boutique nel mondo.

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Chiara Girivetto

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Le tendenze di questo Inverno 2016/17

Le sfilate sono appena terminate, la Milano Fashion Week è volata e con essa i suoi incredibili party e le collezioni dei migliori stilisti. In questo periodo Milano e l’Italia sono state invase dalla moda e dalle nuove collezioni. Insomma per tutte le fashioniste Settembre ed Ottobre sono i mesi più caldi per fare shopping. E’ tempo di novità e di rinnovare il guardaroba. Ma voi lo sapete cosa andrà di moda questo Inverno? Sfogliando tra le sfilate più importanti e dando un occhiata alle collezioni degli stilisti più famosi, ho scelto per voi i trends più interessanti del momento.

Come ogni stagione sappiamo bene le che sfilate sono un esagerazione di quello che poi si venderà in negozio per cui queste son ispirazioni per poter dare un twist al proprio look , ho scelto delle tendenze veramente semplici da seguire, basandomi su un’importante acquisto legato all’inizio della stagione fredda, il capospalla.

biker di pelle, tendenze autunno inverno 2016Iniziamo con il primo trend dell’autunno inverno 2016, sto parlando della giacca di pelle o detto anche biker, la classica giacca di pelle pesante con tante tasche ed inserti metallici tipica dei motociclisti, da abbinare in libertà con abiti da sera come Antonio Marras, gonne a ruota effetto ballerina rock come Valentino ma anche in total look di pelle molto anni 80 come Gucci. Insomma la pelle nera per questa stagione sarà la padrona assoluta immancabile in giacche, cappotti e pantaloni.

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Chiara Girivetto

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