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Il cliente tipo cafoncello e annessa ode alle commesse e ai commessi.

Raccogliamoci e stringiamoci insieme. Un minuto di silenzio per le commesse e i commessi di tutto il mondo nella snervante versione saldi. Questa categoria di lavoratori è spesso sottostimata e poco apprezzata e, soprattutto nel periodo dei saldi, dà prova di assumere superpoteri cosmici al quadrato. Al primo posto quello di avere una pazienza smisurata con i clienti, perfino quelli arroganti.

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Ma perché le commesse e i commessi devono godere della nostra stima e del nostro rispetto? Per capire, provate a leggere cosa devono sopportare, soprattutto con il cliente tipo cafoncello.

  1. Quando il cliente tipo cafoncello varca trionfalmente la soglia del negozio è inspiegabilmente rapito dai cartellini che segnalano i capi in saldo. Intorno a sé ha il vuoto cosmico. Attiva i suoi ineguagliabili raggi X e capta i cartellini che hanno uno sconto non inferiore al 50%. Questo tipo di cliente, tanto è impegnato nella sua caccia, che non presta neppure attenzione al fatto che per entrare in negozio ha pestato, in ordine, la coda del cane, il piede della nonna e la gonna lunga della ragazza che ha avuto la sua stessa foga nell’entrare in store. Figuriamoci se sente la vocina della commessa che educatamente saluta qualsiasi persona entri. Il cliente tipo cafoncello ignora qualsiasi codice di saluto. La commessa inizia a conservare e riempire le sue tasche dei primi vaffa. Ma non li distribuisce. È troppo presto.
  2. Vaga che vaga tra abiti scontati, il cliente tipo cafoncello afferra la qualunque, facendo cadere la qualunque. Un Attila che miete vittime. Così, incurante, lascia cadere abiti e co. facendo finta di non vederli e, i più professional in tale pratica, li calpestano anche. La commessa segue la rovinosa scia per raccogliere, piegare e sistemare quello che il cliente scortese non ha avuto l’accortezza di raccogliere. Vuoi mica che gli venga il mal di schiena o, peggio, un colpo apoplettico. La commessa ha già la prima tasca piena di vaffa.
  3. Il cliente tipo cafoncello, non trovando ciò che gli interessa, pensa bene di metter mano anche alla vetrina dove ha trovato la camicia della sua taglia, smontando manichini incurante dello sguardo attento della commessa. Questa, dal canto suo, si limita a fare un sorrisino tirato continuando la sua collezione di vaffa.
  4. cliente poco attento chiede, dalle duecento alle trecento volte se va bene, se il capo in questione è in saldo. Dopo che codesto è stato evidenziato con insegne luminose di ogni sorta, milletrecento cartellini con le percentuali di sconto e fuochi di segnalazione. La commessa paziente conserva in tasca altri vaffa.
  5. Il momento dei camerini è quello più topico. Quello in cui il cliente tipo dà il meglio di sé. Per due ragioni. La prima: non so se ci avete fatto mai caso, ma davanti all’entrata di alcuni camerini, generalmente sulla parete, vi è un aggeggio che, se vi avvicinate troppo con gli abiti che dovete provare, suona. Con una certa insistenza, anche. Bene, fin qui. Dopo che la commessa di turno ragguaglia il gentil cliente di non avvicinarsi troppo altrimenti. …bip bip bip, e dopo che l’ha ripetuto a profusione praticamente a tutti nel raggio di un chilometro, ecco che c’è sempre qualcuno che ha bisogno di ripetizioni. Bip bip bip bip. Altro giro altra corsa. Altri vaffa in saccoccia.La seconda: l’entrata in camerino è quella, se io fossi commessa, che mi manderebbe maggiormente in bestia. Diventerei Hulk. Un po’ bassina. Ma comunque verde. Tu, cliente tipo cafoncello, se vedi il cartello che indica che al massimo puoi provare QUATTRO capi, perché arrivi con tutto il piano inferiore di merce da provare? Allora, con pazienza, la commessa esausta ti raccomanda di provare quattro capi alla volta. QUATTRO. E le tasche ormai sono piene. Tu, cliente tipo cafoncello, entri in camerino, ma solo dopo aver fatto una coda chilometrica perché i gentil clienti come te impiegano tanto tempo nel provare una gonna o un pantalone chiedendo il parere di, nell’ordine, mamma, papà, fratello, fidanzato, vicino di casa, edicolante di fiducia e operaio dell’ autostrada. Provi i tuoi capi e, non soddisfatto della mise, pensi bene di lasciare tutto in camerino su una pila di vestiti che altri clienti educati hanno contribuito a creare. Ma bastava semplicemente leggere il cartello che incitava a riporre, in un angolo dedicato, i vestiti provati e da non acquistare. A questo punto la commessa, viste le sue tasche già strabordanti, deve distribuire i suoi vaffa anche nelle tasche di altre commesse. Ne ha troppi. Quel che è giusto è giusto.
  6. Concludiamo con il non plus ultra. Il momento del pagamento in cassa. Il cliente tipo cafoncello, non soddisfatto del 92,5% di sconto applicato sul capo di suo interesse, chiede se è possibile averne un ulteriore. Così, la commessa, stanca di tutto, in tono laconico, si arrende e libera le sue tasche.

Morale della favola: stima infinita per questa categoria di lavoratori.

Foto e video: Vita da commessa

About Alessandra Brancaccio

Consumatrice di té e tisane, incurante delle stagioni e delle condizioni atmosferiche. Lettrice a periodi alterni. Sostenitrice del libero sfogo da caramelle e dolci, Improvvisatrice di fotografie. Amante della moda low cost, dei mercatini e del buon gusto innato.

Alone sfacciatus

“Chi non muore si rivede” recita un famoso detto. Allo stesso modo, i problemi di noi dedite al litigio costante con le stagioni in fatto di abbigliamento. Così, se durante il mese di marzo e di aprile, abbiamo dovuto risolvere il problema esistenziale di come vestirci per contrastare i cambiamenti repentini in fase mestruale del clima, adesso, nel mese di giugno, siamo tutte d’accordo e coese nel dire di essere consapevoli dello stato in cui verseremo a fine giornata.

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About Alessandra Brancaccio

Consumatrice di té e tisane, incurante delle stagioni e delle condizioni atmosferiche. Lettrice a periodi alterni. Sostenitrice del libero sfogo da caramelle e dolci, Improvvisatrice di fotografie. Amante della moda low cost, dei mercatini e del buon gusto innato.

Ispirazioni tutte estive!

Estate Estate Estate! eccoti!Finalmente è arrivato il caldo in città e con il sole i mie nuovissimi moodboards. Eccovi le tendenze più importanti di questa primavera estate 2017 selezionate da me!

TROPICAL

tropical cuba moodboardEstate è anche voglia di colore e di stampe eccentriche e divertenti. Se anche per questo 2017 i fiori di tutte le dimensioni e colori non ci abbandoneranno, la stagione estiva 2017 si riempirà di frutti, fiori e piante tropicali. Una tendenza molto forte sarà infatti il tropical ed in particolare i colori ed i profumi di Cuba, meta turistica di grandissima espansione proprio da due anni a questa parte. Chanel infatti ha deciso di ambientare nelle vie principali dell’Havana la sua collezione resort. Colori accesi, fantasie di fiori, cappelli Panama, abiti lunghi e gonnellonee foulard sulla testa. Anche l’ultima collezione resort di Dolce Gabbana è tutta a tema tropicale con una esplosione di frutti tropicali come il mango e l’ananas, abiti in fantasia di piante tropicali e verdi accesi.
dolce gabbana

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Chiara Girivetto

About Chiara Girivetto

Aspirante fashion designer e cool hunter, si definisce una persona creativa e curiosa. Alla costante ricerca di sè stessa e di una sua dimensione, ama perdersi tra immagini, fotografie e musica.

Spring? Where are you? I capi “must have” della primavera/estate 2017

Uno scorcio di sole ci aveva fatto sognare l’estate poche settimane fa e soprattutto ci aveva fatto sognare un nuovo guardaroba.*_*  Ma anche se ahimè, la Primavera stenta ad arrivare in quel di Torino, noi di Torino Fashion Bloggers non demordiamo! Anche se di caldo ancora non se ne parla, vogliamo farvi sognare l’estate! Come? Con un nuovo articolo con tutti i trends della spring/summer 2017. Tra un salto nei negozi e una sbirciatina ai principali siti di shopping online, ho individuato i capi e gli accessori MUST HAVE, cioè quelli da acquistare assolutamente, che non possono mancare per rinnovare il vostro guardaroba primaverile ed estivo. Una semplice guida da portare con voi in vacanza!

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Chiara Girivetto

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Maatroom, la stanza dell’ordine, stile essenziale e semplice made in Turin.

Torino non è una città di cose alla moda o di firme urlate. Torino è Torino, con la sua anima elegante, misteriosa, dalle radici lontane,una città sabauda. Se seguite Torino Fashion Bloggers da tempo sapete che qua a Torino scorre però sotto sotto, un’ anima molto minimal e dark per quanto riguarda la moda, mi riferisco a quel gusto non urlato ma al tempo stesso pregiato, legato alla forma del capo e alla ricerca dei materiali. I colore predominanti sono spesso i grigi, i neri, i blu e il bianco. Grazie al nostro progetto di Torino fashion Bloggers, abbiamo avuto la possibilità di conoscere e parlare di molti stilisti torinesi: dalla femminilità originale di Walter Dang, alle forme innovative e alle stampe ispirate alla natura di Ombradifoglia,  il minimalismo di Minimal To, alla maglieria concettuale esportata in tutto il mondo di SerieNumerica, i gioielli di Cirio Maison, la moda selvatica di Pol.in, gli accessori di HanselGretel, fino ai nuovissimi designer emergenti. Qua a Torino infatti sta nascendo una nuova generazione di stilisti, un simbolo di rinascita e splendore che da alcuni anni ha coinvolto molti settori della nostra città compresa la moda e di cui siamo orgogliose di poterne fare parte.

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Chiara Girivetto

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Credete nei sogni! C’è Righe à Pois!

In uno spazio di 26 mq c’è racchiuso tutto il mondo di Carlotta e Diego, le menti e le mani dietro a Righe à Pois, un negozio, un concept store dedicato all’artigianto che ha aperto da poco a Torino in Via Principe Tommaso 27. Sono stata in questo bellissimo spazio ad intervistare per voi Diego e Carlotta, due giovani coraggiosi creativi che ammiro molto e oggi vi racconto del loro progetto. Spero possa essere di ispirazione per tutti i giovani creativi che hanno un sogno nel cassetto, un impulso a crederci sempre e non arrendersi mai. Eccovi la nostra #tfbintervista !carlotta e diego righe à pois

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Chiara Girivetto

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Inaugurazione Barbaroux24: le TFB ve la raccontano!

Una via caratteristica di Torino, via Barbaroux, un numero, 24, un sogno per le donne (ma anche per gli uomini: le scarpe. E’ questa la formula segreta di Barbaroux 24, il nuovo tempio per chi non vuole passare inosservato, iniziando dal basso.
Siamo state all’inaugurazione del negozio nel pieno centro storico di Torino, in quel bellissimo angolo bandierato di Via Barbaroux, dove tra una focacceria e un atelier nasce uno spazio di artigiani, di storia, di pellami e di tanta passione.

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About Emily Grosso

Emily lavora in una società finanziaria, ma passa le pause pranzo in giro per negozi. ll suo armadio segreto scoppia di borse, collane, creatività, voglia di scrivere e di urlare felicità.

Marzo: gli eventi da non perdere assolutamente

Marzo marzo marzo… pazzariello! Che dite di prendere in mano penna e agenda e di segnarvi quello di cui avete bisogno per svagarvi un po’? D’altronde sta arrivando la primavera, abbiamo bisogno di freschezza!

How to organise your kikki.K Wellness Planner:

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About Emily Grosso

Emily lavora in una società finanziaria, ma passa le pause pranzo in giro per negozi. ll suo armadio segreto scoppia di borse, collane, creatività, voglia di scrivere e di urlare felicità.

Cosa si nasconde dietro ai colori? Scopriamole tendenze per la prossima primavera/estate!

Scommetto che l’articolo di Eleonora ispirato al colore Greenery, vi è piaciuto, vero ? In questo nuovo post, ho deciso di farvi conoscere i nuovi colori di tendenza della primavera/estate 2017 secondo Pantone! Ma che cosa è Pantone? Sappiamo bene che tutti i nostri lettori non sono grafici e creativi, quindi la parola Pantone necessita di una piccola spiegazione. Pantone è il nome di un azienda americana che dagli anni 50 si occupa della catalogazione dei colori e della produzione del sistema di identificazione di nuove tinte e colori.  La classifcazione Pantone è diventata un standard internazionale soprattutto per tutti quelli che lavorano nel mondo della grafica, della moda e nell’arredamento. Ogni colore è codificato da una cifra e da un serie di numeri e indicato con un nome.

Ogni anno Pantone “crea” o meglio classifica dei nuovi colori e come ci ha raccontato Eleonora nel nostro post precedente, il colore del 2017 è il Greenery! Il Greenery è un nuovo tipo di verde chiaro,un verde che ricorda l’erba fresca tagliata. Dietro alla nascita di nuovi colori vi è una spiegazione dovuta ad anni di ricerche e osservazioni sulle società ma soprattutto è influenzata da certi cambiamenti sociali che a loro volta influenzano e cambiano la moda e quello che ci circonda. In questo periodo, fatto di guerre, incertezze, problemi finanziari, crisi economica, smarthphone, insomma in questa era digitale in cui tutto cambia repentinamente c’è di sicuro una voglia di tornare alla normalità e alle proprie radici, allontanarsi da tutta questa tecnologia e soprattutto dal caos che ci circonda. Che è quello che ci racconta il video ufficiale della Pantone:

Ma scopriamo uno per uno,  quali sono i singoli colori scelti da Pantone che andranno di moda in questa nuova stagione primavera/estate 2017. Fate attenzione! Alla prima occhiata si parlerà di giallo, verde, blu e rosa ma si tratta di sfumature molto particolari…

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Chiara Girivetto

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Flower Burger: l’hamburger vegano a Torino!

“Ragazze andiamo a mangiare l’hamburger vegano da Flower Burger?”

“Vegano? Ma io ho fameeeeeeee!”

E fu così che tornammo a casa con la pancia piena, felici di aver assaggiato il vegano più colorato e gustoso di tutta Torino!

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About Emily Grosso

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