Benché non sia questo un periodo troppo gettonato dai futuri sposini per convolare a nozze, va comunque bene portarsi avanti con il lavoro e illustrare, ai coraggiosi alle prese con la scelta dell’abito nuziale, alcuni consigli da tenere bene a mente se si vuole varcare la soglia della chiesa senza che i propri neuroni decidano di andare in ferie.
Allora, voi che avete preso questa decisione di comprare l’abito con la A maiuscola, avete tutta la mia stima. Ma facciamo le dovute distinzioni in fase “ricerca abito”.
Eccolo lì, l’esemplare umanoide maschio, tranquillo, cacio cacio, entrare in un atelier che ha scelto a caso. A quindici giorni dal matrimonio. Saluta la commessa e sbiascica parole incomprensibili a noi umani. Sembra quasi sotto shock. Ha la fascia a lutto. Ma vorrebbe un vestito da cerimonia. La sua, purtroppo per lui. La commessa gli mostra trecentoquattordici tipi di tessuti. Una quantità infinita di blu e neri. Cappello, mazza e bastoni. Scarpe di ogni sorta. Niente lo smuove. L’esemplare umanoide maschio non pensava neppure che esistessero tante sfumature di blu. Sempre sbiascicando qualcosa, alla fine, dopo venti minuti di parole, esce dal negozio stringendo tra le mani la custodia che contiene il vestito, dell’unico blu che conosceva, camicia bianca immacolata, scarpe tranquille e si è persino tolto la fascia a lutto. Tempo totale dell’operazione, incluso lo sbiascicamento delle parole: 30 minuti. Well done!

http://www.marieclaire.it/Lifestyle/news-appuntamenti/Il-manuale-dello-sposo#1

Ora viene il bello. L’esemplare umanoide femmina è già complicata di natura quando deve scegliere un collant, figuriamoci il vestito da sposa. Innanzitutto si parte con largo anticipo. Un anno. Due anni e mezzo nella mente. Due anni prima si iniziano a comprare le riviste del settore con la scusa che “fanno arredamento”. Quando va in atelier per dare una “prima occhiata”, affitta un pullman e porta con sé ogni categoria umana. Mamma, sorella, zia, cognata, amiche varie, cassiera del supermercato, postina, operatrice del call center del momento, pettinatrice, truccatrice, motivatrice relazionale, psicologa, allenatrice di sumo. E la suocera, ovviamente. L’allegra compagnia si reca in atelier con la giusta quantità di vettovaglie pensando in anticipo ai tempi infiniti in cui invecchieranno durante la scelta. Qualcuna, tra loro, si porta anche un avvocato, qualora dovesse fare testamento. La futura sposina non ha, neanche a dirlo, le idee chiare, soprattutto quando vede quelle nuvole bianche everywhere di vestiti da sposa. Si lascia persino distrarre dai vestiti da damigella che dovrà, comunque, comprare per il venturo matrimonio della migliore amica.
Distrazione a parte, la commessa, da poco beatificata, mostra alcuni modelli. È il momento in cui la dolce sposina diventa una bestia delle più terribili. Per tre ragioni. La prima. A ogni prova si sente un baule pieno di oggetti antichi che sta per scoppiare. Le va tutto stretto. Ragione per la quale si ripromette, da lì a un anno, di vedere il pane con il cannocchiale e di vivere solo esperienze olfattive con i dolci. La seconda. I vestiti che piacciono a lei non piacciono alle sue amiche le quali, zitelle e gattare d’antan, hanno pensato bene per invidia, di bocciare gli abiti più belli e di approvare quelli che la fanno sembrare una meringa appena sfornata. La terza. Le due consuocere iniziano a litigare tra loro. La fine del mondo si avvicina.
Dopo aver trascorso sei ore senza aver concluso nulla, la dolce sposina prende un nuovo appuntamento in atelier per una nuova prova. Altro giro, altra pullmata. Si, ma le ospiti, questa volta, andranno a Lourdes per una preghiera collettiva.

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Care sposine seguite questi consigli e sceglierete il vostro abito più veloci degli esemplari umanoidi maschi.
1. Quando vi recate in atelier, invece di affittarvi un pullman, andate in auto. Poche ma buone.
2. Ascoltate i consigli di quella brava e paziente commessa. Se è stata beatificata ci sarà un motivo. Vi aiuterà a non perdere la testa e a scegliere l’abito giusto. Del resto, lei non è una gattara ed è sposata. Quindi nessun pericolo di meringhe in corso.
3. Fatevi guidare dall’istinto e non dalle mille prove. Riconoscerete subito il vostro abito. Anzi, sarà lui a riconoscere voi.
4. Pensate positivo. Peggio del vostro umanoide maschio non potete fare.

Buona scelta a tutte!

Alessandra Brancaccio

About Alessandra Brancaccio

Consumatrice di té e tisane, incurante delle stagioni e delle condizioni atmosferiche. Lettrice a periodi alterni. Sostenitrice del libero sfogo da caramelle e dolci, Improvvisatrice di fotografie. Amante della moda low cost, dei mercatini e del buon gusto innato.

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