Si spengono le luci ed il film inizia. E’ in francese e lui è già magnificamente bellissimo. Non perché ha muscoli, ha gli occhi azzurri o perché è nudo. Anzi, è magro, vestito elegante e ha gli occhiali che tira su ogni 3 secondi.

Ma è Yves Saint Laurent. Ed io sono già con gli occhi lucidi.”

Racconto semi romantico della serata di Prémiere per il film “Yves Saint Laurent”

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Grazie al Circolo dei Lettori che per la settimana del Voce del Verbo Moda ha concesso di potersi prenotare all’anteprima per un posto all’interno del cinema Ambrosio di Torino, ho potuto vedere assieme a Chiara (la blogger di “trend”) il film di Yves Saint Laurent.

Il protagonista, un affascinante Pierre Niney è lui: il genio indiscusso della moda che a soli 21 anni viene nominato Direttore Artistico di Dior. Sin dalla prima scena avevo capito che la pellicola non sarebbe stata un semplicemente documentario sulla sua vita lavorativa e privata, incentrata sulla sua relazione con Pierre Bergé, non solo suo compagno di vita, ma anche di “scrivania”, il suo uomo d’affari.

Una sala pienissima, quella che l’Ambrosio Cinema Café ha messo a disposizione per curiosi, appassionati di cinema, amanti della moda e sostenitori del Torino Gay&Lesbian Film Festival. Yves Saint Laurent è stato il film con il quale la nuova edizione stesso si è aperta.

Assistere alla Prémiere non voleva solo dire “esserci”, ma voleva significare, ancora una volta “Torino c’è”.

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“Oddio che bello quel vestitooooo” oppure “Ecco, ora prende il libro di Mondrian e…”

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E’ stato un susseguirsi di emozioni quelle che abbiamo provato lungo queste 2 ore (scarse) di film. Il tipico film che, quando finisci, dici “di già”. Della vita di Yves se ne dovrebbe parlare a lungo qui dentro o in altri post, ma sarebbe assolutamente inutile e non aggiungerebbe nulla a quello che è stato il suo genio. Il film è realizzato per essere letto da qualsiasi persona: da quella che con occhi lucidi sogna quel vestito ad inizio pellicola, che lui rende particolare con una fascia bianca a nodo o quelli da sposa che escono sempre sul finale delle sue sfilate.  E’ per il lettore che vuole immergersi nella vita romanticamente turbolenta, difficile e con tanti interrogativi, ma mai banale, quale è stata quella di Yves e di Pierre. Lo stilista francese non è mai stata una persona facile ed il film questo aspetto lo evidenzia alla perfezione (e te ne innamori subito). Nelle inquadrature di un volto triste o poco appagato, nonostante il successo di una sua collezione, nella voce profonda, “francesizzante” e attraente tanto da risultare tutte le sue “foliés” qualcosa di davvero sensuale, romantico e per nulla volgare. E’ per il lettore che vuole capire l’estro e la grande personalità che si è andata a costruire nel tempo. Lui, quello mai contento di sé stesso, ma probabilmente solo del fatto che una donna potesse essere felice nel pizzo ricamato dalle sue mani, dell’essere belle, dell’essere Donne davvero.

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La musica che accompagna tutto questo suo percorso è perfettamente incastrata con ogni sfumatura del suo carattere. Ho Shazzamato (anche se troppo “nerd” come azione per un film romanticamente antico come questo) la canzone Time has come today dei The Chambers Brothers.

Il film riesce anche bene a descrivere l’animo di Pierre Bergé, interpretato da Guillaume Gallienne, un personaggio devoto e totalmente proiettato verso il suo unico scopo: proteggere Yves. Un uomo che dipinge colui che nonostante tutto e tutti ti aspetta a casa, ti raccoglie quando cadi dall’ultima bravata, quando torni il giorno dopo e non dici nulla. Che ricorda quando lui, con la mano tremante ed un bicchiere pieno d’acqua per prendere le ultime pastiglie prima di morire, disegnava per la felicità delle donne del mondo intero.

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“Perché non esiste un Yves anche per me?”

“Eh, Chiara, non te lo so dire. Yves l’hanno creato e poi hanno buttato lo stampino”

PS: da ieri il film è nelle sale, andatelo subito a vedere, con la vostra migliore amica, con la mamma o con il vostro fidanzato. Tutti rimarranno meravigliati da questo genio dell’arte.

About Emily Grosso

Emily lavora in una società finanziaria, ma passa le pause pranzo in giro per negozi. ll suo armadio segreto scoppia di borse, collane, creatività, voglia di scrivere e di urlare felicità.

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