“Giovanotti infervorati che si sedevano ai suoi tavoli, come Silvio Pellico che stava a un tiro di cucchiaio da piazza della Consolata, a Palazzo Barolo. O artisti pieni di ispirazione come Giacomo Puccini che appollaiato su queste sedie, impugnava la penna per vergare il pentagramma, appestando il locale con il fumo delle troppe sigarette.”

al bicerin caffè torino confetteria

Questo piccolissimo Caffè aprì nel lontano 1763 proprio di fronte all’ingresso del Santuario della Consolata. Il locale era scuro e risultava arredato semplicemente con tavole e panche di legno. Non era ancora stato battezzato con il nome della sua creazione più famosa ma già cominciava a essere mèta obbligata per i suoi prodotti arrivati da lontano, spesso evocativi e misteriosi, come il caffè, il tè e la cioccolata. Il locale cambiò completamente all’inizio dell’Ottocento: tutto il palazzo venne ristrutturato e il Caffè Al Bicerin prese l’aspetto che con cura fu conservato fino a oggi. Comparirono arredi più sofisticati e le pareti interne vennero abbellite: alle spalle del bancone originale spuntarono i tipici vasi di confetti, ben 40 tipi diversi per accontentare qualsiasi palato!

Ma com’è nato il famoso bicerin??!!! Inizialmente, la tipica prima colazione del torinese consisteva nella bavareisa, una bevanda a base di caffè, cioccolato e latte, servita in grossi bicchieri; tuttavia, ben presto, cominciò un nuovo rituale: quello del cosiddetto bicchierino, dalla tipologia di piccolo bicchiere senza manico in cui veniva servito. La nuova moda prevedeva che i tre ingredienti della bavareisa fossero serviti separatamente in tre possibili varianti: pur e fiur (l’odierno cappuccino), pur e barba (caffè e cioccolato) e infine ‘n poc ‘d tut (un po’ di tutto, con tutti gli ingredienti miscelati insieme). Quest’ultima formula ebbe, in seguito, un successo enorme prevalendo sulle altre e diventando il simbolo dell’intera città, con il nome appunto di bicerin, addirittura riconosciuto dal 2001 come “bevanda tradizionale piemontese”!

al bicerin caffè confetteria cioccolato torino consolata

al bicerin caffè confetteria cioccolato torino consolata

Tutti si concedevano il privilegio di assaggiare la nuova bevanda, sia per il sapore gradevole che per il prezzo decisamente democratico, di soli tre soldi, equivalenti a circa 15/20 centesimi di lira. Inoltre, le microscopiche dimensioni del locale, che non permettevano uno sviluppo su varie sale come succedeva negli altri caffè, portarono sempre alla compresenza di persone appartenenti a classi sociali estremamente diverse. Al Caffè Al Bicerin si potevano quindi incontrare “la madama e la servetta, il signore e il cocchiere, donne in nero, scarmigliate e con le mani segnate dal lavoro insieme a signorine dalla pelle diafana riccamente vestite”, oltre a grandi artisti e personaggi di rilievo, del calibro di Cavour, Dumas, Nietzsche, Puccini e Pellico.

Sicuramente questo piccolo locale seminascosto è un luogo simbolo per Torino e per tutti coloro che amano la “deliziosa miscela”: infatti, come scrisse Giorgio Calcagno per La Stampa, “se la Consolata è il cuore di Torino, quel caffè di tre metri per cinque, dove gli otto tavolini di marmo faticano per trovare il loro spazio sul parquet a spina di pesce, è il cuore del cuore”!!!

al bicerin bicerin bicchiere cioccolato caffè latte

al bicerin cioccolato amaro nocciolato tavolette

al bicerin bicerin bicchieri cioccolato caffè latte

_________________________________________________________________

Caffè Al Bicerin

Piazza della Consolata 5

Torino

011 4369325

bicerin@bicerin.it

About Elisa Raimondo

Architetta ossessionata dal perfezionismo e affetta da organizzazione compulsiva. La sua vita è un incastro di impegni e passioni: tra scout, India, canto e, ovviamente, moda, si ritrova sempre a correre per Torino. “5 minuti e arrivo!”

1Pingbacks & Trackbacks on Al Bicerin, dove gustare la tipica bevanda torinese con ‘n poc ‘d tut

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *