Come ti vidi mi innamorai. E tu sorridi perché lo sai.

monte dei cappuccini torino panorama

Può sembrare strano ma penso che le parole di Arrigo Boito siano perfette per descrivere la location di oggi. Sono parole d’amore. Semplici come dovrebbe essere questo sentimento. Dirette come i baci appassionati degli innamorati. Forti e sincere come gli sguardi che sanno leggere l’anima. Intime come  le occhiate fugaci di due amanti complici che con pochi gesti riescono a parlare. Sono parole d’amore che sanno descrivere al meglio uno dei luoghi più romantici di Torino!

Il Monte dei Cappuccini è uno di quei posti che, prima o poi, ogni coppia di innamorati deve, e sottolineo deve, visitare! Sicuramente saprete che Torino, anche nella scelta dei posti in cui scambiarsi dolci effusioni (e non solo..), “è signora: elegante e raffinata”, come ci ricorda Eleonora nel post dedicato alle romantiche colline torinesi. Ovviamente il Monte dei Cappuccini rispetta in pieno il canone grazie agli scorci paradisiaci e alle luci soffuse che creano ambient. In realtà il famoso Monte è una collina di 283 m s.l.m. che sorge sulla riva destra del Po, nel quartiere Borgo Po, in prossimità del ponte di Piazza Vittorio Veneto. Su di essa si erge il piccolo convento di Santa Maria al Monte, affidato ai frati cappuccini, e punto di riferimento per la spiritualità torinese. Ma ciò che attira maggiormente è il piazzale antistante il convento: viene, infatti, utilizzato come scorcio turistico di belvedere della città davanti al quale scambiarsi baci e romantici sussurri!

Le prime notizie della chiesa risalgono al XIII secolo, periodo in cui Tommaso I di Savoia era in possesso di una fortezza che rimase nelle mani dei Savoia fino al 1473, quando divenne proprietà privata. Fin dall’antichità la collina venne sempre utilizzata per scopi difensivi in quanto sovrastante uno dei punti di attraversamento del Po. I lavori per la chiesa dei Cappuccini, che fu dedicata al culto mariano, vennero iniziati nel 1583: il progetto originale di Ascanio Vitozzi basato su un edificio a pianta centrale a croce greca, fu poi realizzato con stile manierista dall’ingegnere Giacomo Soldati. L’altare maggiore era invece opera di Carlo e del figlio Amedeo di Castellamonte che ultimarono il progetto originario del Vitozzi (per capirci, alcuni degli architetti che fecero Torino, nel vero senso del termine!). Attualmente, oltre ad essere nuovamente sede di un convento, ospita il Museo Nazionale della Montagna e la sede del Club Alpino Italiano di Torino.

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Il Monte dei Cappuccini e il suo convento sono anche un po’ avvolti nel mistero: si racconta, infatti, di un miracolo eucaristico. Narra la leggenda che durante il doppio assedio di Torino, nel 1640, il Monte vennisse subito identificato come luogo di fondamentale importanza strategica, e i francesi cercassero ben presto di appropriarsene. Il principe Tommaso Francesco di Savoia ordinò al conte d’Harcourt di espugnare il colle e il monastero. E così avvenne: i soldati non ebbero difficoltà a vincere le resistenze della popolazione ma, entrati nella chiesa per saccheggiarla, come raccontano i fedeli, una lingua di fuoco si levò dal tabernacolo per proteggere le ostie consacrate. I francesi desistettero così dalla spoliazione del luogo sacro.

Ci sono abbastanza motivi per visitare questo luogo torinese un po’ speciale: mano nella mano con la persona più importante della tua vita, di corsa per un percorso fitness alternativo, con il naso all’insù per scoprire le splendide luci d’artista che sembrano dischi volanti stanziati sopra al povero convento, con serenità e pace di cuore per una preghiera sentita, con curiosità e occhi brillanti per scoprire ogni singolo pezzo di storia o semplicemente con un guinzaglio in mano per portare il tuo amico pelosino a passeggio, come farò io il prossimo week end!

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CREDITS: prima foto di Elisa Raimondo di The Fashion Scan.

About Elisa Raimondo

Architetta ossessionata dal perfezionismo e affetta da organizzazione compulsiva. La sua vita è un incastro di impegni e passioni: tra scout, India, canto e, ovviamente, moda, si ritrova sempre a correre per Torino. “5 minuti e arrivo!”

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