Quante volte ci è capitato di leggere la frase “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” oppure “Dimmi come dormi e ti dirò quanto sai essere passionale”, forse tre, quattro volte o una dozzina almeno. Così ho deciso di rilanciare la sfida ponendovi una domanda forse meno comune e più inconsueta, ma sicuramente dal sapore più raffinato e dalle tonalità più allegre: “Dimmi come ti vesti e ti dirò lo stile della tua casa”.

L’idea, che mi ha stuzzicato e divertito fin dal principio, mi è balenata in testa in seguito ad un evento che si è recentemente concluso a Milano, il Salone del Mobile, punto di riferimento a livello mondiale del settore casa-arredo. Nato nel 1961 con l’intento di promuovere le esportazioni italiane di mobili e complementi e di divulgare nel mondo la qualità del mobile italiano, il su detto Salone costituisce un palcoscenico interessante e sempre nuovo che ha come scopo quello di promuovere un’offerta di prodotti e servizi di altissima qualità. Proprio questo palcoscenico, che ho avuto modo di visitare, ha costituito il punto di partenza per questo nuovo articolo.

salone del mobile 2016 milano

Personalmente numerose volte, osservando le persone intorno a me, mi sono domandato come fosse arredata la propria abitazione, e soprattutto se quest’ultima rispecchiasse un proprio modo di vestire. Ormai gli stili interni delle case sono infiniti, come infinite sono le possibilità di giocare con la moda rivolta all’abbigliamento. Però se osserviamo bene il modo di agghindarsi delle persone siamo in grado di capire se sono maggiormente inclini ad un arredamento minimal, urban, avveniristico oppure basic-chic.

Analizzando le sfilate uomo per questa primavera-estate 2016 mi sono divertito ad ipotizzare ed immaginare la home perfetta per quattro generi maschili che sono emersi dalle quattro collezioni che hanno maggiormente catturato la mia attenzione e soddisfatto la mia fantasia: Andrea Pompilio, Boglioli, Coach e Comme des Garçons.

Andrea Pompilio, forte delle collaborazioni con Alessandro Dell’Acqua, Prada, Bally e Calvin Klein, è oggi uno dei più promettenti designer italiani che mira alla rilettura dei classici con piglio frizzante e iconoclasta, attraverso un mix che dal sartoriale approda a un nuovo concetto di sportività cittadina. Nel 2010 ha debuttato con l’omonima linea maschile dichiarando che la sua figura di riferimento è un uomo dalla personalità forte, cosmopolita, sicuro di sé e ironico, con un profondo senso dell’umorismo.

Nella collezione spring-summer 2016, il designer italiano mescola colori, stampe, trame in un percorso eclettico fatto di linee, strutture e forme a contrasto. I pantaloni presentano silhoutte morbide e fluide, mentre i parka si distinguono per colori sgargianti. Le stampe si reinventano sulla falsa riga dei micro disegni orientali e sfoggiano piccoli petali e un camouflage delicato che si accompagna a righe e check ben delineati.

Un uomo apparentemente così frivolo è sicuramente allegro e giocoso. Ama circondarsi di cose belle ma leggere, di oggetti che non appesantiscano l’ambiente ma che lo arricchiscano colorando gli spazi. L’uomo che veste Pompilio ama un living delizioso nel quale non ci siano regole, un living nel quale la casa è la sua tela, come in un quadro dalla composizione totalmente libera ed armonica.
L’appartamento è un luogo cosmopolita, è come una giungla di accostamenti che l’uomo tradizionale non azzarderebbe mai, alcuni pezzi sono super classici, altri guardano ad Oriente altri alla modernità.
Il colore diviene il protagonista dominante, e le nuances delle pareti esplodono per incarnarsi negli oggetti circostanti. Pastello, cipria, nude, glicine, baby blu, blu notte, ruggine, oliva, giallo limone sono solo alcuni dei colori che ci aspetteremo di trovare in un abitazione di un uomo dall’aspetto intellettuale ma stravagante.

andrea pompilio fashion showPassiamo ora da uno stile giocoso e spensierato ad uno più misterioso ed enigmatico. Infatti, la collezione primevera-estate 2016 del marchio Boglioli rimanda all’arte, alla musica e all’abbigliamento tipico di un’ambientazione brasiliana anni Settanta, decennio in cui leggerezza, charme e mix stilistico danno vita ad un qualcosa di inedito, estroso e particolarmente rilassato.

Jay Vosoghi, creative director della maison, immagina un uomo immerso in colori morbidi: rosa polvere, rosso prugna, azzurro opaco, blu oltremare, bianco e crema costituiscono le nuance di punta, mentre gli accostamenti ton su ton e le stampe ritraggono un tropico immaginario. Proprio questa sensazione di enigmatico ci riporta ad un appartamento nel quale è importante circondarsi di cose preziose, più che per il costo per il loro significato, sposando la filosofia che i mobili non si limitano ad arredare ma raccontano.

La nuova silhouette proposta per il vestire maschile ha una forma vagamente anni Settanta, con giacca lunga dai revers ben disegnati e pantaloni dalla piega perfetta. Un uomo che ama circondarsi di popeline, pelle scamosciata, seta, piqué, fresco di lana, ed indossare espadrillas, occhiali da sole squadrati, cache col e cinture sottili è il protagonista di una casa museo, nella quale tutto viene raccolto in forma simbolica, ove tutto ricorda un viaggio lontano, una passeggiata sotto casa, una chiacchiera colloquiale e un sorriso racchiuso in un quadro. Una casa libro in cui vengono raccolte con bramosia gli oggetti di una vita.

boglioli fashion showStuart Vevers, designer britannico del brand newyorkese Coach, propone un uomo più alla mano, dall’aspetto sportivo, casual e di tendenza. Un uomo che viene dalla strada e che non teme di mixare camicie botton-up con fantasie che richiamano la psichedelia anni 70 con i lavori di patchwork presenti su bomber e giacche. Un uomo che rimanda per fierezza ai surfers californiani delle spiagge di Los Angeles fino ad arrivare alla scena Hip-Hop di New York, passando per San Francisco e Woodstock.

Quindi un open space, un attico o un ex fabbrica industriale riadattata, fate voi, ma chi veste Coach ha un’anima selvaggia, irriverente ed energica, e come tale ha bisogno di un ambiente caratterizzato da spazi ben definiti, ordinati ma senza regole. La casa diviene luogo in cui poter svolgere le proprie passioni, dalla cura del corpo all’aperitivo con gli amici. Una tana retrò con tocchi industriali, uno stile contemporaneo e minimale nel quale i tratti estetici morbidi e le superfici tondeggianti si mixano sapientemente ai contorni più netti e geometrici. In passerella Stuart Vevers mescola texture e fantasie animalier di ogni tipo e colore, proponendo un look eccentrico, ordinato e sbarazzino, che ben si colloca in un arredamento dai tratti urbani e collegiali.

coach fashion showRei Kawakubo, stilista giapponese fondatrice del brand Comme des Garçons, è da sempre nota per realizzare collezioni definite capolavori enigmatici sia per l’essere misteriosi sia per possedere una potente creatività. In questa sfilata si assiste alla distruzione del tailoring tradizionale, e giacche,marsine e gilets sono percorsi da tagli e rotture, dando vita a forme nuove che mantengono una eleganza eccentrica e decadente. L’uomo di Kawakubo ha le idee ben chiare e conosce molto bene il suo posto nel mondo. Il suo appartamento infatti, è ricco di tinte forti e di oggetti e ancora oggetti, piccoli, grandi, disseminati ovunque. Tutti messi in scena con una colta accuratezza che satura lo spazio, ma al col tempo lo ordina e lo snellisce.

Durante il suo debutto a Parigi, i giornalisti definiscono la collezione come Hiroshima chic, e per una donna dal carisma così forte, l’uomo che propone, sicuro di sé ed eccentrico al punto giusto, non poteva che risiedere in ambiente che esaltasse il senso di Wunderkammer. Espressione appartenente alla lingua tedesca, usata per indicare particolari ambienti in cui, dal XVI secolo al XVIII secolo, i collezionisti erano soliti conservare raccolte di oggetti straordinari, come straordinarie sono le acconciature tortili di un giallo fluorescente che si attorcigliano come parrucche lisergiche sul capo di cicisbei settecenteschi.

comme des garçons fashion showMeraviglioso caos di idee, il Salone del Mobile, palcoscenico mondiale di tutte le novità dell’arredo-casa e appuntamento must del settore, propone ogni anno, durante la Design Week milanese, soluzioni nuove, insolite ed accattivanti, con le quali possiamo sbizzarrirci ad arredare le nostre case in linea con il proprio gusto e con il proprio estro.

Federico Panarello

About Federico Panarello

Di professione architetto, Federico ama trascorrere le sue giornate sepolto fra libri di interior design e riviste che vanno dalla moda all'architettura. Ama girovagare fra le vie storiche delle città alla ricerca di piccoli particolari che possano attirare la sua attenzione. Sostenitore degli shopping mall, delle grandi metropoli e di tutto ciò che possa creare esperienze sensoriali ama perdersi in chiacchere sorseggiando un buon cappuccino. Se gli domandassero cosa vorresti essere, risponderebbe la sedia Tulip di Eero Saarinen.

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