Comincia oggi la nostra settimana dedicata ad Halloween. E noi facciamo subito sul serio: non aspettatevi il solito articolo sulla Torino misteriosa che lega insieme magia bianca e magia nera. Oggi vi porto con me, a fare una passeggiata nelle tenebre di questa città regale ed enigmatica.

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Come molti sanno, Torino è stata costruita all’incrocio tra due fiumi – il Po e la Dora – e tra le sue strade regolari confluiscono energie molto diverse, spesso contrastanti. Il capoluogo sabaudo cela grandi poteri: insieme a Praga e Lione fa parte del triangolo mondiale della magia bianca ma, nello stesso tempo, con Londra e San Francisco, si trova a uno dei vertici della magia nera.

Le due magie, il bene e il male, la luce e l’oscurità si scontrano in ogni via e solo l’occhio attento riesce a riconoscerne la potenza e i simboli nascosti. Lasciamo al buio la magia bianca e cominciamo a camminare per le strade della Torino più tetra, alla scoperta del suo lato oscuro.

PIAZZA STATUTOla bocca dell’Inferno

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Siamo in Piazza Statuto. Davanti a noi si trova l’imponente monumento del 1879 dedicato ai minatori che persero la vita nella realizzazione del traforo del Frejus. Gli uomini schiacciati da massi immensi cercano di raggiungere la cima sovrastati da un angelo (il genio alato) che ha in mano una piuma, simbolo della conoscenza, e le mani tese a contrastarli. Sulla testa una stella a cinque punte rovesciata, il pentacolo.

Si dice che l’angelo della conoscenza non sia altro che Lucifero, l’angelo ribelle decaduto negli Inferi, che guarda verso est (verso la luce di Piazza Castello, centro della magia bianca) dando le spalle proprio al Frejus. Alla base del monumento si troverebbe la bocca dell’Inferno.

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Curiosità: alla ricerca delle foto perfette per questo post, alzo la testa per ammirare l’angelo e.. non trovo il famoso pentacolo. La stella a cinque punte è scomparsa dal 2013 durante il restauro del monumento: tolta per sbaglio o rimossa volutamente?

L’OBELISCO DI PIAZZA STATUTO

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Poco distante dal monumento del Frejus si trova un piccolo giardinetto. Al centro un obelisco bianco con un piccolo astrolabio sulla cima. Il tutto occultato dalla vegetazione. L’obelisco era stato voluto da Napoleone Bonaparte e dedicato al prof. Beccaria per i suoi studi geodetici. Dovrebbe indicare il passaggio del 45° parallelo ma Torino si trova a 45,3° di latitudine nord.

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In linea retta, a undici chilometri di distanza, al fondo di Corso Rivoli, si trova un altro obelisco simile, con lo stesso astrolabio sulla cima.

LA STRAGE DEL CINEMA STATUTO

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Facciamo un salto indietro nel tempo. È il 1983, per la precisione il 13 febbraio del 1983, quando il Cinema Statuto, nelle vicinanze di Piazza Statuto in Via Cibrario, venne distrutto da un incendio spaventoso. Si stava festeggiando il Carnevale, con la sfilata dei carri dedicati alle diverse rappresentazioni di Lucifero (quell’anno il tema scelto era proprio il diavolo).

Le uscite del cinema erano bloccate e le fiamme non lasciarono scampo alle 64 persone che persero la vita nella tragedia. 31 uomini e 31 donne, 1 bambino e 1 bambina. Il film proiettato nella sala era “La Chèvre” (La Capra), simbolo del diavolo.

PALAZZO TRUCCHI DI LEVALDIGI il portone del Diavolo

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L’imponente palazzo era stato costruito nel 1673 su disegni di Amedeo di Castellamonte e sorgeva in Via San Carlo, via poi dedicata a Vittorio Alfieri. Quello che catalizza l’attenzione è il portone, disegnato da Pietro Danesi e scolpito a Parigi. Famoso come Porton del Diau, qualcuno sostiene che venne collocato in una sola notte, in fretta e furia, per impedire il passaggio attraverso il cortile del palazzo.

Ammirandolo più da vicino, si nota subito il battente che rappresenta la carta dei tarocchi n.15, il diavolo. Ai tempi, il palazzo si trovava al civico 15 di Via San Carlo e indovinate quale tram passa proprio di lì?

battente diavolo portone torino via alfieri roberta paccagna

Curiosità: il mistero penetra anche all’interno del palazzo, dove venne uccisa la ballerina Emma Cochet, pugnalata con un coltello dalla gitana Elmina de Heredia in De Paolis.

MASCHERONI E CREATURE DIABOLICHE

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Torino è una città di palazzi, imponenti e regali. Basta solo fare un po’ di attenzione per accorgersi di tutte le sculture che sbucano da ogni facciata. Spesso si tratta di mascheroni, uomini ghignanti, creature diaboliche e mostri raccapriccianti. La loro funzione dovrebbe essere positiva: male scaccia male, in pratica. Dovrebbero spaventare il malocchio, tenendolo lontano dalle abitazioni di cui diventano protettori.

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Però ci sono coincidenze che non possono essere taciute. Non serve andare lontano: date un’occhiata alle creature diaboliche che circondano il palazzo d’angolo tra Via Principi d’Acaja e Corso Francia. Indubbiamente dei diavoli. Ora, indovinate il civico.

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Spostiamoci ora lungo Corso Francia, proprio all’angolo con Via Palmieri. Draghi sputa fiamme, salamandre, esseri raccapriccianti ricoprono la Casa della Vittoria, uno splendido palazzo in stile neogotico (ammirato e fotografato a ogni ora del giorno) fatto costruire nel 1920 da Giovambattista Carrera, il cavaliere del lavoro.

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Sulla balaustra dei bow-window ritroviamo anche un simbolo ormai riconoscibile, il pentacolo.

VIA LASCARISgli occhi dei Massoni

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Durante le passeggiate è bene guardare anche in basso, per capire dove si stanno mettendo i piedi. Camminando in Via Lascaris ci sentiremo un po’ osservati. Tutto intorno all’edificio d’angolo che ospitava una Loggia Massonica (oggi presente in Piazza Vittorio) si trovano dei curiosi buchi nel marciapiede: degli sfiati a forma di occhi allungati e un po’ maligni.

Sicuramente servivano per l’aerazione ma anche per illuminare i locali sotterranei per le riunioni della Massoneria. Passano praticamente inosservati ma sono sempre lì, gli occhi onniveggenti, capisaldi della simbologia massonica.

CHIESA DI SAN LORENZOla cupola

san lorenzo chiesa reale torino guarini giuseppe marino

La Real Chiesa di San Lorenzo e la sua maestosa cupola di struttura barocca furono realizzate da Guarino Guarini tra il 1668 e il 1687. La cupola lascia tutti a bocca aperta, esterrefatti per la perfezione degli archi che si incrociano a formare quattro livelli di luce. Il percorso dell’uomo dalla vita mortale all’ascesa nel divino.

Anche qui i simboli non mancano e se si guarda la cupola dai lati, con le sue nervature e i suoi otto finestroni ellittici, ci si sente osservati da volti demoniaci ghignanti, le cosiddette “facce del diavolo”. Solo contemplando la cupola dal centro della chiesa ci accorgeremo della scomparsa delle facce, trasformate in otto petali che formano uno splendido fiore.

San Lorenzo Piazza Castello torino hen magonza flickr

Vi lascio qui, in Piazza Castello, dove la luce ritorna sovrana.

Per approfondire l’argomento dell’articolo esistono dei tour della Torino magica, ogni giovedì e sabato sera, che portano i curiosi alla scoperta dei misteri che avvolgono la nostra città, ben più fitti della solita nebbia torinese.

Foto di: seeTorino, Roberta Paccagna, Il Viaggiatore Spiantato, Giuseppe Marino, HEN Magonza su flickr.

About Elisa Raimondo

Architetta ossessionata dal perfezionismo e affetta da organizzazione compulsiva. La sua vita è un incastro di impegni e passioni: tra scout, India, canto e, ovviamente, moda, si ritrova sempre a correre per Torino. “5 minuti e arrivo!”

4 Comments on Torino e il suo lato oscuro

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