Salone del Libro di Torino: una 30esima edizione oltre ogni confine!

Si è chiusa da pochissimo la 30esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, dopo giorni (o per meglio dire, mesi) di panico e frecciate amare con la vicina Milano. L’avrete letto ovunque, ma penso sia giusto ribadirlo (da sabauda patriottica quale sono): abbiamo spaccato tutto!

Salone Internazionale del Libro Torino 2017 30esima edizione Gipi Oltre il Confine

Questo Salone del Libro è stato un successo enorme, un successo che va davvero “Oltre il confine”, come recita il tema dell’ultima edizione 2017. Adesso però, voglio mettere da parte gli slogan da rotocalco e raccontarvi il mio Salone, quello vissuto in veste di staff di coordinamento di questa manifestazione smisurata. Io ero rinchiusa nel Padiglione 5, quello dedicato all’area del Bookstock Village, dedicato a bambini e ragazzi con tanti incontri, laboratori, eventi e, ovviamente, libri. Il mio compito era semplice, ma solo a parole: far funzionare tutto all’interno del padiglione e coordinare 270 ragazzini volontari delle superiori.

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About Elisa Raimondo

Architetta ossessionata dal perfezionismo e affetta da organizzazione compulsiva. La sua vita è un incastro di impegni e passioni: tra scout, India, canto e, ovviamente, moda, si ritrova sempre a correre per Torino. “5 minuti e arrivo!”

Il fascino poco segreto del baffo

Alzi la mano chi, al semaforo rosso, non ha mai volto lo sguardo allo specchietto della propria auto e ne sia rimasta pietrificata e inorridita nel vedere un peletto nero (o bianco, a prova di infarto) spuntare come la spina di un cactus sul mento. Io la alzo. Anzi, alzo entrambe le mani. E anche una gamba. Due gambe, se sono allenata e seduta. La abbassi, gentilmente, chi ha fatto questa scoperta durante la guida. La sicurezza prima di tutto. E cosa succede dopo? Nella migliore delle ipotesi, dopo che il verde del semaforo ci ha riportato alla dura realtà, iniziamo a realizzare che, a meno che la nostra borsa non sia fornita quanto quella di una estetista, dobbiamo assolutamente correre ai ripari magari senza l’utilizzo delle pinzette. Ce ne facciamo una ragione.

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Le più fortunate (o le più organizzate) troveranno, quasi per magia, un paio di pinzette nel cruscotto. Poco importa se sono arrugginite. Meglio un’infezione che girare con quel coso sul mento.

Le meno organizzate, invece, cercheranno di ingegnarsi pensando ai diversi modi per passare inosservate e nascondere il simbolo della vergogna. Ma poi, diciamocelo, chi possiede una vista così bionica, quasi da far invidia al miglior supereroe della Marvel, tale da notare a mille miglia di distanza il nostro peletto? Eppure noi siamo convinte che tutti lo noteranno, anche il lavavetri appeso alle finestre di quel palazzo al quindicesimo piano. E che diffonderà la notizia con la stessa rapidità con la quale i bacilli dell’influenza si diffondono nell’aria.

Credits: linnguaggidellarte.altervista.org

Dicevamo, se non siamo riuscite a trovare una pinzetta, (neanche la nostra vicina di scrivania sembra possederne una vista la coroncina pelosetta che orgogliosamente fa capolino dal suo labbro superiore) pensiamo che sia giunta ora di mettere in pratica i numerosi consigli imparati dalle puntate di Macgyver. Se ci riesce lui, possiamo farcela anche noi, pensiamo senza tener minimamente conto di quella cosa chiamata “effetti speciali”. Andiamo quindi alla ricerca dei più disparati oggetti per costruire una pinzetta di salvataggio. Rischiando di scartavetrarci metà viso e di cancellare i dermatoglifi delle falangi delle dita delle nostre mani con i rudimentali strumenti trovati nei cassetti della nostra scrivania. Non ci azzardiamo neppure a ravanare in quelli della nostra vicina. Abbiamo già appurato che i baffetti sono l’ultimo dei suoi problemi. Tuttavia, accertato il fallimentare esito della nostra prova di sopravvivenza o di coraggio qual dir si voglia, degna di quelle dell’Isola dei Famosi in trasferta a Barletta, dobbiamo ammettere con grande rammarico che Macgyver ha vinto e noi abbiamo perso. Forse è meglio rivedere con maggiore attenzione le puntate. Basta, quindi, con La signora in giallo che ormai abbiamo imparato a menadito. Ridateci Macgyver!

Il passo successivo è, pertanto, arrendersi alla realtà e sperare che nessuno ci noti in quella che, forse esageratamente, ci sembra una giornata interminabile. Inizia, a questo punto, la messa in pratica delle più assurde scuse in modo da evitare che qualcuno possa anche solo posare il proprio sguardo sul coso incriminato. Ma ecco che una serie di tragedie è lì ad attenderci a braccia aperte. Altro che venerdì 17. Ci fa un baffo! (Giusto per rimanere in tema). Il collega bello ci invita, per la prima volta (chiamasi questa sfortuna) a” sgranocchiare qualcosa con lui” (sue parole) nella pausa pranzo. In qualsiasi altro giorno non ci saremo mai e poi mai azzardate a declinare un suo invito. Siamo timide ma non stupide. Uno scarafaggio, ma non ne sono completamente convinta, forse l’avrebbe fatto. Noi no. Eppure, a causa del coso, anche noi diventiamo scarafaggio e additiamo come scusa che la nostra pianta è sul punto di morte e che non possiamo esimerci da fare un salto a casa durante la pausa per bagnarla. Lui, bello ma non stupido, si guarderà bene dal farci un altro invito. #Mannaggia.

È poi il turno del cliente che è da due mesi che ha fissato con noi un appuntamento. Proviamo a fingere, per una buona mezzora, una dissenteria fulminante. Di quelle che si salvi chi può: il bagno è mio. E il bagno, difatti, diventa il nostro rifugio. Ma, per l’appunto, per poco, visto che siamo richiamate a ricomporci e a inghiottire un Imodium, il quale prendiamo senza fare una piega, sperando che non abbia su di noi effetti devastanti. Vuoi mica fare vedere che è da una settimana che il tuo intestino ha deciso di andare in letargo. E, per concludere in bellezza, passa in ufficio, con la stessa probabilità che avresti avuto di incontrare Brad Pitt al supermercato sfigatello sotto casa, una rappresentante Avon (la quale scopri poi che è stata chiamata dalla tua vicina di scrivania in pausa pranzo, alla faccia della non curanza dei peletti e co.) che le illustra alcuni prodotti per la depilazione e ti rivolge uno sguardo che più disprezzo non potevi ricevere. Uno schiaffo avrebbe fatto meno male.

E tu, che ormai ne hai avuto abbastanza, ti volti verso di lei e le dici “Donna baffuta sempre piaciuta!”.

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About Alessandra Brancaccio

Consumatrice di té e tisane, incurante delle stagioni e delle condizioni atmosferiche. Lettrice a periodi alterni. Sostenitrice del libero sfogo da caramelle e dolci, Improvvisatrice di fotografie. Amante della moda low cost, dei mercatini e del buon gusto innato.

Celeb Look: il trucco di Brigitte Bardot (tutorial)

Oggi prenderà il via, come ogni anno in questo periodo, il Festival del Cinema di Cannes e, per rendere omaggio alla manifestazione, voglio proporvi un post un po’ diverso dai soliti, in cui parliamo del look indossato da una delle icone del cinema mondiale degli anni ’50 e ’60: Brigitte Bardot.

Proprio in Costa Azzurra Brigitte Bardot è stata fotografata a 19 anni, mentre portava già il trucco che, con poche modifiche per adattarlo alla moda degli anni successivi, sarebbe diventato la sua firma: occhi bistrati e allungati dall’eyeliner nero, incarnato perfetto, labbra carnose accentuate da un rossetto opaco e chiaro, molto neutro.

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Selene Giovinazzo

About Selene Giovinazzo

Selene, make-up artist diplomata presso la MBA di Torino, appassionata amante delle lasagne e del cioccolato, lettrice vorace ed estimatrice di scarpe di ogni tipo. I suoi trucchi occupano un'intera anta dell'armadio che ha in camera.

Le borse delle Torino Fashion Bloggers

5 donne differenti, testarde, e tremendamente fashion.
Litighiamo su tutto ma non quando si tratta di moda. Nel vestire ognuna ha il suo stile, dal cappello… alla borsa!!
Abbiamo curiosato nella nuovissima sezione di Zalando dedicata all’accessorio immancabile nella vita di una donna e abbiamo scoperto qual è il modello perfetto per ognuna delle Torino Fashion Bloggers!

Pensate di riuscire a collegare un differente modello di borsa ad ognuna di noi? Zainetti, Borse a mano, Borse a Tracolla, Clutch e Secchielli.

Non è poi così difficile; si tratta di un accessorio irrinunciabile per ogni donna, che racconta tanto della personalità di chi la porta. Provateci, e solo dopo andate a leggere la soluzione nel seguito del post.

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About Gemma Contini

Sarda di nascita ma torinese di adozione. Informatica amante del low cost. Portatrice sana di pazienza solo quando girovaga per negozi e mercatini. E’ fermamente convinta che il buongusto e il buonsenso possano salvare il mondo.

Cosmetici che fanno bene a 360 gradi

Ci sono beauty tour in cui vengono presentati gli ultimi prodotti dei vari marchi con le relative proprietà durante un evento dedicato e una location a tema

Poi ci sono beauty tour che cominciano con una colazione e il racconto di una storia che inizia 37 anni fa dentro una pentola. Ebbene si; Grazia Reynaldi, pioniera della chimica dei prodotti cosmetici, contro il parere dei tempi secondo cui una farmacista non doveva discostarsi dal mondo farmaceutico se non per fare la mamma iniziò il suo percorso proprio allestendo un piccolo laboratorio nella sua cucina per arrivare oggi ad avere uno stabilimento di 7500mq.

Una visita che ci ha dato l’opportunità di capire davvero tutto il lavoro che c’è dietro un cosmetico e di aprire la mente a un mondo nuovo che siamo felici di condividere.

Mentre ci si stende il nostro prezioso alleato che sia contorno occhi /crema antiage/ bagnoschiuma profumato il gran lavoro che c’è dietro un cosmetico non si immagina nemmeno. (altro…)

About Eleonora Gavino

Chimica con la passione sfrenata per la profumeria e una predisposizione nefasta all’incontro di uomini da cestinare. Campionessa olimpica di polemica. Lei è bionda: qual è la vostra scusa?

A spasso nelle Langhe, tra cantine e panchine

Il territorio delle Langhe è sicuramente motivo di fierezza per i piemontesi. Il paesaggio verde e ricolmo di vigneti che sul finire dell’estate raggiungono il loro massimo splendore, le colline che romanticamente avvolgono le case e curvano la linea dell’orizzonte sono solo alcuni dei motivi per cui turisti e visitatori da tutto il mondo raggiungono il Piemonte tutto l’anno. Ma le Langhe, territorio che si situa a cavallo tra le province di Cuneo e Asti, oltre al paesaggio incantevole e ai nobili vigneti che lo ricoprono racchiude anche meravigliosi borghi, antichi castelli e numerosissime cantine in cui sorseggiare vini sublimi e degustare prodotti tipici piemontesi. 

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Elisa e Federica

About Elisa e Federica

Sono Elisa, ventisettenne torinese, ma mezza lucana. Odio le costrizioni, la fila all’aeroporto per fare il check in, chi arriva in anticipo agli appuntamenti. Amo viaggiare e fotografare, le colazioni a buffet, avere in programma un viaggio ma non svelarlo a nessuno. Ho una Nikon che appendo sempre più spesso al collo, dormo con la testa sotto la mappa del mondo e in testa, quella che a volte frulla un po’ troppo, ho solo una cosa: “Dove mi porterà il mio prossimo viaggio?”. Il mio sogno? L’Africa di mille colori e profumi. Federica Angela De Benedictis, per gli amici, anzi per tutti, Fede. Classe 1984, segno del Cancro, padre pugliese e mamma emiliana, torinese di nascita, ​anima​, e anche di accento​.​ ​Laureata in Scienze Giuridiche ad indirizzo Storico, ho un cuore di carta che batte per i libri, per la scrittura e per tutto ciò che riguarda la mia amata città. Dal 2015 racconto questa passione sabauda sul mio blog Dire Fare Mole e su diversi magazine e siti del territorio. Ora trovate i miei storytelling al sapore di gianduiotto anche su Torino Fashion Bloggers!

Spring? Where are you? I capi “must have” della primavera/estate 2017

Uno scorcio di sole ci aveva fatto sognare l’estate poche settimane fa e soprattutto ci aveva fatto sognare un nuovo guardaroba.*_*  Ma anche se ahimè, la Primavera stenta ad arrivare in quel di Torino, noi di Torino Fashion Bloggers non demordiamo! Anche se di caldo ancora non se ne parla, vogliamo farvi sognare l’estate! Come? Con un nuovo articolo con tutti i trends della spring/summer 2017. Tra un salto nei negozi e una sbirciatina ai principali siti di shopping online, ho individuato i capi e gli accessori MUST HAVE, cioè quelli da acquistare assolutamente, che non possono mancare per rinnovare il vostro guardaroba primaverile ed estivo. Una semplice guida da portare con voi in vacanza!

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Chiara Girivetto

About Chiara Girivetto

Aspirante fashion designer e cool hunter, si definisce una persona creativa e curiosa. Alla costante ricerca di sè stessa e di una sua dimensione, ama perdersi tra immagini, fotografie e musica.

Dove comprare un abito da sposa a Torino? Ecco i nostri 7 atelier preferiti!

Quando hai due amiche che si sposano nello stesso anno, nello stesso mese e un giorno dopo l’altro inizi a diventare più esperta di Jennifer Lopez nel film “Prima o poi mi sposo”. Per questo motivo mi sono sentita in dovere di fare una lista di 5 atelier a Torino in cui potreste andare a colpo sicuro per cercare il vostro abito da sposa. Sì, lo so, a quest’ora le future Signore l’avranno già trovato, ma sono sicura che attirerò l’attenzione delle ritardatarie e quelle che stanno già pensando di comprarlo per l’anno prossimo! Quindi… iniziamo!

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About Emily Grosso

Emily lavora in una società finanziaria, ma passa le pause pranzo in giro per negozi. ll suo armadio segreto scoppia di borse, collane, creatività, voglia di scrivere e di urlare felicità.

Gli eventi imperdibili di maggio a Torino

Continuano gli appuntamenti della #TFBagenda! Questa volta vi raccontiamo tutti gli eventi da segnare in agenda per il mese di maggio a Torino. Siete pronti a scatenarvi tra moda, musica, arte e, ovviamente, libri con il Salone del Libro 2017?!

Eventi Torino Fashion Bloggers agenda planner maggio

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About Elisa Raimondo

Architetta ossessionata dal perfezionismo e affetta da organizzazione compulsiva. La sua vita è un incastro di impegni e passioni: tra scout, India, canto e, ovviamente, moda, si ritrova sempre a correre per Torino. “5 minuti e arrivo!”

La valigetta dell’ispettore Gadget nel regno dei Puffi

Non so se anche a voi sia mai capitato quello che sto per scrivervi ma, personalmente, a me succede spesso. E, se proprio non sono “una su mille” (che in questo caso non ce la fa, scusa Morandi per lo storpiamento) questo piccolo inconveniente che sto per raccontare capita un po’ a tutte. Questa è la situazione. Mattina. Sono un po’ di fretta. Ma decido di mettere comunque lo smalto. Ognuno ha le sue problematicità. La mia è quella di non sapere ancora che alcuni momenti beauty vanno vissuti con calma. Comunque, mi dico, niente di più facile. Non devo preparare una conferenza all’Onu. Né, tanto meno, trasformare i miei capelli ricci in qualcosa che sia vagamente presentabile. Cosa, questa, di gran lunga più complicata. Ma passiamo oltre. Mi accingo allora a scegliere lo smalto. La mia stanza, a differenza di quelle delle beauty bloggers, non ha scaffali su cui ergono trionfalmente boccettine colorate. Magari in ordine di codice a barre. I miei smalti, quando non hanno cambiato colore, quando non hanno deciso di seccarsi, quando non hanno reso la loro apertura degna di una chiamata al fratello/papà di turno armati di flessibile, sono pochi e timidi timidi, poverini. Li conservo, infatti, in una scatola trasparente. Una sorta di valigettina da ispettore Gadget nel regno dei Puffi che a volte dimentico persino di avere. È, difatti, quasi sepolta dalle riviste di moda che conservo gelosamente, della serie “guai a fare le orecchie alle pagine altrimenti prendo il ferro da stiro”. Comunque, quando sfortunatamente mi rendo conto di possedere la valigettina degli smalti di Puffetta, mi travesto da pittrice. Ma di quelle che il pennellino lo utilizzano come se stessero tenendo in mano il Pennello Cinghiale (avete presente quello della pubblicità di molti anni fa? Se non avete presente significa che io sono troppo vecchia. O voi troppo giovani. Magra consolazione).

Credits: Donna Moderna

Inizio a stendere lo smalto come se stessi gettando calce. Anche se, nella mia mente, sono delicata e leggiadra come un alito di vento. Eccomi, quindi, alle prese con le cinque dita della mano sinistra. È più facile per me essendo destrorsa. Ma i primi sgorbi non tardano ad arrivare. Allora tolgo tutto con quello che una volta era l’acetone. Per me lo è ancora. Ma forse, penso, dovrei usare l’acquaragia. Ora, invece, per evitare di scartavetrarsi parte delle unghie si usano prodotti meno invasivi che, ovviamente, io ho snobbato alacremente. Quando penso di aver terminato con la mano sinistra, inizio con la destra. E qui, ragazzi, i giochi si complicano. Diciamocelo, chi mi vede impegnata in questa attività non può avere stima nelle mie capacità beauty. Sono la regina del contorsionismo.

Comunque, alla fine, quando penso di avercela fatta, ecco il patatrac. Impavida come un cavaliere che deve liberare la sua pulzella nella torre, decido di fare una seconda passata. Se, durante la prima, sembrava che io stessi usando cazzuola e calce, ora, invece, la posa del cemento ha il suo momento di gloria. Peccato, però, che ho creato uno strato che non si asciugherà neppure con la bora di Trieste. Tolgo allora lo smalto. Operazione, questa, che presenta le sue difficoltà, visto che rischio di toglierlo anche su quelle due uniche dita che io, con poca modestia, ritengo che non siano proprio venute un pasticcio cosmico. Quando riapplico lo smalto per l’ennesima volta e lo faccio asciugare senza toccare nulla per minuti che sembrano ore, vagando per casa agitando le mani ritmicamente e facendole svolazzare in aria (a mo’ di bambina travestita da fatina dei boschi) decido di vestirmi. E lo faccio cercando comunque di fare movimenti lenti degni di Catherine Zeta Jones in Entrapment ed ecco che mi ritrovo, nonostante gli sforzi, smalto sui capelli, sella pelle di alcune dita e sui vestiti. Qui, non stendiamo un velo pietoso, ma un piumone che è meglio.

Credits: Donna fan page

Dopo aver pensato che non si può essere belle, brave, intelligenti, simpatiche e saper applicare lo smalto, dico che è arrivata l’ora di togliere tutto. Se quel giorno sono particolarmente puntigliosa, decido di ritentare la difficile missione la sera stessa. Rifaccio tutto da capo. Questa volta, però, l’ho applicato stranamente bene. È asciugato. Sottopongo lo smalto steso a vere prove di sopravvivenza. Manco fossi Bear Grylls. Non si scheggia. È lucido. Quasi mi ci posso specchiare. Sono una professionista, mi dico allora tronfia e rincuorata per quelle che sono le mie capacità. Fino a quando non mi sveglio la mattina e vedo l’intera trama delle lenzuola tatuate sulle unghie. Il lucido ha lasciato il posto ad un opaco tutto zigrinato che mi ha persino trasformato la forma delle unghie. E allora decido di ritirare la valigetta dell’ispettore Gadget sperando di dimenticarla ancora per molto, lì, sepolta tra le varie riviste di moda. O, mi dico, la spedirò nel mondo dei Puffi con su scritto: “For Puffetta with love”.

About Alessandra Brancaccio

Consumatrice di té e tisane, incurante delle stagioni e delle condizioni atmosferiche. Lettrice a periodi alterni. Sostenitrice del libero sfogo da caramelle e dolci, Improvvisatrice di fotografie. Amante della moda low cost, dei mercatini e del buon gusto innato.